Editoriale

(a) per gli abbonati o in edicola – Torre del Greco – “Prendete un circolo, coccolatelo, diventerà vizioso”. La battuta non è mia, ovviamente, ma del grande Eugène Ionesco, maestro del teatro dell’assusrdo. Modellata sulla nostra città dovrebbe piuttosto essere: prendete un NON circolo, etc. etc..
Sì, il problema che vogliamo affrontare in questo numero è quello del traffico a Torre, ed in particolare delle recenti disposizioni della Giunta in materia; facendolo, come è nostra tradizione, a bocce ferme, vale a dire non sull’onda dell’emotività, non a caldo, ma dopo un adeguato periodo di riflessione, e dopo aver avuto un minimo lasso di tempo per esaminarne tutte le conseguenze ed implicazioni.
Senza dedicare all’argomento un’intera pagina, ci soffermiamo su un solo, nodale, aspetto della questione. Non prima di aver preso nota che le nuove norme sul traffico hanno provocato intasamenti, disagi, persino, proprio mentre scriviamo, un blocco stradale in zona Sant’Antonio da parte dei commercianti del posto. E di aver osservato, en passant, che sicuramente l’informazione ai cittadini sulle nuove disposizioni è stata ampiamente lacunosa, per quantità, qualità e tempistica; il che ha contribuito ad aumentare confusione e disfunzioni.
Tutto ciò premesso, ci sentiamo di affermare che il problema è uno ed uno solo: l’eccesso di veicoli circolanti rispetto alle strade ed al territorio. I sensi unici, l’estensione delle aree di parcheggio a pagamento, le isole pedonali e quant’altro, rischiano di essere solo un pietoso palliativo somministrato ad un malato terminale, oltre che uno spreco dei soldi del contribuente, se non si tiene conto di questo dato.
E per ovviare alla permanente congestione delle nostre anguste strade, c’è un unico sistema: potenziare il trasporto pubblico.
Ad esempio a Napoli esistono i “Pollicino”, minibus dalle dimensioni estremamente ridotte (6 posti a sedere, altrettanti circa all’impiedi), in grado di inerpicarsi persino tra i vicoli del “Pallonetto”, dove mi è capitato di prenderne uno. Perché non adottarli anche nel nostro centro storico? Ancora, perché mettere un limite alle licenze per “taxi pubblico”, creando fra l’altro una guerra corporativa fra poveri? Se uno ha la vocazione dell’autotrasportatore… L’importante sarebbe poi assicurare che i taxi pubblici poi “coprano” l’intero territorio, e non solo determinate percorrenze. E propagandare anche il fatto che la Circumvesuviana, con le sue sei stazioni sul territorio cittadino, può essere una comoda alternativa per la mobilità longitudinale a Torre.
E, sempre in tema di trasporto pubblico, c’è da sottolineare un fondamentale limite di impostazione: tutto il nostro sistema è sbilanciato sull’asse longitudinale (Napoli – Torre Annunziata), mentre sono nettamente sottodimensionate le esigenze di chi deve spostarsi sull’asse latidunale (mare – monte).
Nel frattempo la città ed i cittadini, a modo loro, si stanno adeguando autonomamente alla situazione, senza (o malgrado) l’”aiuto” dei proopri governanti: si è passati dagli oltre novantamila abitanti dell’ultimo censimento (2001) agli attuali circa ottantasettemila e cinquecento (dati dell’aprile scorso). Quando si dice che il traffico è parte essenziale della qualità della vita…

Giuseppe Della Monica

Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea de La Torre 1905 in edicola il 18 novembre 2009