Gli avvocati del diavolo

(a) per gli abbonati o in edicola – Torre del Greco – Quello delle organizzazioni mafiose è un fenomeno che, purtroppo, caratterizza in maniera peculiare la realtà in cui viviamo e che condiziona (ma spesso nemmeno ce ne accorgiamo) la vita quotidiana di noi cittadini. In pratica non c’è settore in cui la malavita organizzata non tenti di inserirsi, pregiudicando, così, le possibilità di sviluppo di una parte del territorio, il sud – Italia, che già deve scontare secoli di arretramento, economico, culturale e, più in generale, sociale. La risposta del legislatore a questi fenomeni malavitosi non si può dire che non ci sia stata, con la creazione di un vero e proprio diritto particolare finalizzato a far fronte al dilagare delle associazioni mafiose. Quali, però, ad oggi, i risultati? Obiettivamente parlando, bisogna rilevare che i pur apprezzabili sforzi messi in campo per combattere la malavita organizzata di certo non hanno prodotto i risultati sperati, evidenziando, al contrario, che le organizzazioni mafiose, quand’anche duramente colpite, con arresti dei componenti dell’associazione o con il
sequestro degli ingenti patrimoni di cui dispongono, conoscono una rapida rigenerazione e, in alcuni casi, continuano ad essere dirette dai loro capi storici che si trovano in carcere (anche in regime di carcere duro: il c.d. “41 bis”!). E’ evidente, allora, che la risposta repressiva, indispensabile, s’ intende, non basta, però, a contrastare il fenomeno, che affonda le sue radici in ragioni di carattere economico, culturale, sulle quali bisogna incidere se vogliamo prevenire il comportamento delinquenziale; bisogna fare in modo, allora, che vengano meno, appunto, le ragioni che stanno alla base del proliferare delle associazioni criminali, le cui compagini sono affollate da coloro che sono nati e cresciuti nei contesti sociali più depressi e, per questo, sono facilmente preda della cultura mafiosa o, semplicemente, solleticati dalla possibilità di facili guadagni. La strada della prevenzione è, chiaramente, lunga, ma, a nostro avviso, è un percorso obbligato, che deve
vedere tutti i cittadini coinvolti.

Alessandro e Giovanni Gentile

Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea de La Torre 1905 in edicola il 21 ottobre 2009