Torre del Greco – Ormai non c’è giorno in cui uno degli storici nosocomi del napoletano non venga citato dai media per qualche disservizio o qualche anomalia, con conseguenze spesso pesanti per la salute dei cittadini.
Ma i torresi in particolare, oramai da quasi un decennio, si sono “abituati” a dover fare i conti con un ospedale cittadino, il Maresca, che ha cambiato radicalmente la sua identità, passando da presidio sanitario di riferimento per la popolazione, a struttura depotenziata in cui sopravvivono pochi sparuti reparti.

L’ultima notizia che riguarda l’ospedale di via Montodoro, e non è certo una bella notizia, riguarda la carenza di personale nel pronto soccorso: in reparto sussistono soltanto cinque medici, tra cui due esonerati dal turno notturno.
A sollevare la questione è stato Paolo Ficco, presidente del Saures (Sindacato autonomo di urgenza ed emergenza sanitaria) il quale ha scritto una missiva al direttore generale dell’Asl Na3Sud ed al direttore del presidio corallino. Nella lettera si fa nuovamente presente l’emergenza e lo stato difficile in cui versa la struttura, comprese le difficoltà che gli addetti ai lavori devono affrontare per carenza di medici.

“A tale situazione si è giunti – afferma Ficco – in seguito al trasferimento di due medici del pronto soccorso ad altri servizi e alla soppressione della reperibilità notturna. Parliamo dunque – scrive il numero uno del Suares – di una situazione insostenibile che costringe chi è in servizio a prolungare il proprio turno anche oltre le 12 ore in palese violazione della norme previste dal Ccnl oltre che delle direttive europee”. Secondo Ficco, inoltre, è necessario “individuare tutti gli strumenti necessari alla copertura ordinaria dei turni del servizio di pronto soccorso”.
Per quanto i comitati e le associazioni abbiano cercato di scongiurare e rallentare uno smantellamento annunciato, nella realtà dei fatti il nostro nosocomio non è più quello che rappresentava in passato e difficilmente potrà tornare ad esserlo.

I vari amministratori politici, a livello comunale o regionale, hanno proclamato più volte “L’ospedale non morirà, anzi…”, ma quello che hanno di fronte i cittadini non corrisponde ad una struttura efficiente o quanto meno in via di ripresa, bensì ad uno scenario alquanto diverso. E l’appello di Ficco ne è la prova e la dimostrazione.
La struttura del Maresca, che copre un bacino di oltre 300.000 cittadini fra Torre del Greco, Portici, Ercolano e parte del comprensorio vesuviano, è oggetto da anni di un processo di ridimensionamento, in un’ottica, almeno sulla carta, di complementarietà con l’ospedale di Boscotrecase, confluendo entrambe in una unica realtà ospedaliera da denominarsi Ospedali Riuniti Golfo Vesuviano.




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