Napoli – M5S, Di Stasio: “Università Orientale, nessuna trasmissione dei dati borse di studio all’Adisurc”

Il Consigliere regionale Luigi Cirillo: “Non ci sorprende la fuga dei nostri studenti dall’Università del Sud”

“Oltre 100 giorni sono trascorsi da quando le università interessate hanno dato notizia della trasmissione dei dati sui crediti formativi per l’erogazione delle borse di studio: “Ad oggi, manca all’appello l’Università Orientale nella lista Adisurc, che non ha potuto provvedere ad erogare le borse di studio di competenza dell’anno accademico 2018/19”. A denunciarlo è la Deputata del Movimento 5 Stelle Iolanda di Stasio. “Ci sono pervenute alcune segnalazioni, ed abbiamo ritenuto opportuno richiamare l’attenzione dell’Assessore regionale Marchiello e i Rettori degli atenei interessati per ottenere una tempestiva risposta ed una auspicata soluzione al problema – continua Di Stasio – intervenuta a sostegno dell’azione lanciata dal Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle in regione Campania Luigi Cirillo. “Appresa la questione sollevata dal collega rispetto all’insostenibile ritardo nella comunicazione da parte dell’Università Orientale, ho provveduto a sollecitare la segreteria competente al fine di ottenere chiarimenti e di agevolare la trasmissione dei dati utili all’erogazione delle borse di studio da parte di Adisurc”.



Dure le parole del Consigliere regionale Luigi Cirillo. “In merito alla mancata trasmissione dei dati di merito da parte dell’Università Orientale ad Adisurc ho avuto un colloquio telefonico con l’Assessore regionale Antonio Marchiello esponendogli la gravissima situazione di ritardo che sta penalizzando ingiustamente gli studenti dell’Orientale rispetto al saldo della borsa di studio. L’Assessore, si è preso l’onere di informare direttamente il Presidente di Giunta e contattare il Rettore per capire quale sia la criticità alla base di questa situazione. “Comprendiamo il momento di difficoltà che tutto il Paese sta attraversando e gli ostacoli che gli enti stanno riscontrando rispetto al normale svolgimento delle attività, ma dobbiamo pensare anche ai sacrifici che i genitori di questi studenti sostengono per permettere ai propri figli di studiare, e che in questo periodo di necessità sono costretti a casa e non possono lavorare” -conludono-.