Processo Borriello-Russo, la pubblica accusa chiede la condanna a 3 anni e 8 mesi per entrambi. Si è svolto ieri mattina, presso la sede della Procura di Torre Annunziata, l’udienza del processo che vede coinvolti il primo cittadino, Ciro Borriello, e l’ex presidente del consiglio comunale, Luigi Russo. Nella sua requisitoria, il pubblico ministero Emilio Prisco ha chiesto 3 anni e 8 mesi di reclusione per entrambi gli imputati che devono rispondere di concorso in falso in atto pubblico. In particolare, per il pm di Torre Annunziata Borriello Ciro-Borriello-Imbronciatoavrebbe “manomesso” i dati clinici relativi a un’operazione eseguita da Borriello e subita proprio da Russo. Il procedimento è nato dopo la denuncia dello stesso Luigi Russo, tramite un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, contro il medico chirurgo, nonché sindaco della città torrese, Ciro Borriello (il quale gode della presunzione d’innocenza fino a quando non ci sarà una condanna definitiva), per fatti che, se dimostrati, prefigurerebbero il falso in atto pubblico. Una verità tutta da dimostrare, in cui l’ex presidente del consiglio comunale, Russo, spiegava al capo della Procura oplontina i presunti tentativi illeciti di Borriello di camuffare i danni (ma anche la tipologia dell’intervento) causati in seguito ad un’operazione di addominoplastica eseguita sulla sua persona, presso la Casa di cura Santa Maria La Bruna (ex Due Torri). Il collegio difensivo del primo cittadino, invece, ribatte parlando di una costruzione fittizia da parte dell’ex presidente del consiglio comunale per una sorta di vendetta personale, visto che – secondo la difesa di Borriello – il primo cittadino non difese Russo nel processo che vedeva imputato quest’ultimo nell’utilizzo dell’auto blu comunale per fini personali. Anzi, in aula depose addirittura a sfavore dell’ex presidente del consiglio comunale. Ed ecco quale sarebbe, sempre secondo la ricostruzione del collegio difensivo di Borriello, la motivazione della presunta vendetta di Russo. “Nessuna vendetta, né processo politico. Il mio assistito ha denunciato quanto accaduto per il bene dei cittadini. Potrebbe capitare a chiunque”, ha replicato nella sua arringa conclusiva l’avvocato Mauro Porcelli, legale dell’ex presidente del consiglio comunale di Torre del Greco, secondo il quale un’eventuale condanna “sarebbe un messaggio di sfiducia verso la giustizia”. Per la sentenza, invece, c’è ancora da aspettare (probabilmente arriverà a giugno). Prima ci sarà ancora un’altra udienza in cui a parlare sarà il legale del sindaco Borriello, l’avvocato Giancarlo Panariello, che ieri era assente dall’aula per motivi di salute.