Il Pdl è alla resa dei conti tra la vecchia guardia e il sindaco Borriello

Il silenzio è un lusso che nel Palazzo della politica locale non si possono permettere.
Dopo le turbolenze giudiziarie e politiche che hanno riportato tra le mura cittadine e tra gli esponenti della maggioranza un clima da guerra fredda, sembrava che un arbitro non tanto misterioso (il coordinatore provinciale del Pdl, Luigi Cesaro) avesse fischiato l’intervallo e che la pace fosse scesa ai piani alti di Palazzo Baronale dove a guidare il gruppo dei dissidenti sono Giovanni Palomba e il martuscelliano Gennaro Granata.
Così almeno speravano gli altri componenti di maggioranza e la folta schiera degli uomini legati a doppio filo con il sindaco Borriello.
I pissi pissi, bao bao dello scorso fine settimana parlano di un tentativo di mozione di sfiducia (trasformata, poi, in dimissioni di massa) ai danni del primo cittadino promossa dall’opposizione, ma in realtà portata avanti da quattro uomini della maggioranza (Palomba, Granato, Izzo e l’ascioniano Brancaccio) contro l’azione di Ciro Borriello volta a disgregare la macchina del Pdl a favore di un principio di autosufficienza dirottando i suoi uomini più fidati verso liste e partiti minori (come ad esempio il passaggio di Ciro Accardo nelle fila del Nuovo Psi).
Il risultato di questi rumors è stato quello di palesare un’opposizione sempre più in balia del primo cittadino e sempre più disgregata. Alle ritrosità di alcuni pezzi grossi della minoranza a firmare la mozione di sfiducia sono seguite le assenze fisiche di consiglieri d’opposizione (come Ciro Di Donna, che voci sempre più insistenti lo vogliono in allontanamento dal Pd) e di una chiamata di correo dei vertici provinciali del Pdl, capeggiati dall’ingombrante Luigi Cesaro, verso il gruppo di dissidenti. Prima di tutto pensare a vincere (con Borriello), è l’imput che viene da Napoli.
Dall’altra parte della barricata, l’opposizione sembra sempre più confusa non riuscendo nemmeno ad insidiarsi nelle discrepanze sorte tra gli uomini della maggioranza e non riuscendo a fare altro che bocciare nomi di possibili candidati.
In mezzo l’Udc (o Terzo polo), che è ancora in cerca di illuminazioni per possibili alleanze da fare. A vedere le ultime vicende consiliari, tutto farebbe presumere ad una rottura tra Alfonso Ascione e Ciro Borriello, e di conseguenza un allontanamento tra i loro partiti di riferimento; ma secondo i soliti beninformati ci sarebbe un certo pressing dai vertici nazionali per un’intesa tra Pdl e Udc che dovrebbe coinvolgere anche le realtà comunali, come Torre del Greco.
Nel silenzio assordante di via del Plebiscito, mentre si pensa alle prossime Amministrative, si capisce che siamo alla resa dei conti tra la vecchia guardia del Pdl, che dialoga con pezzi dell’opposizione; e il nuovo gruppo nato all’ombra del primo cittadino, che si ripara dietro le posizioni camaleontiche del loro leader indiscusso: Ciro Borriello.
Alfonso Ancona

 
Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 7 marzo 2012