A Torre l’imu tra le più care d’italia. Ai torresi, quest’anno, l’Imu è costata davvero molto. Il 16 dicembre c’è stata la scadenza per pagare il saldo delle tasse sulla casa. I calcoli per il versamento tramite F24 sono stati rifatti rispetto a giugno. Per l’Imu, la base sulla quale si poteva calcolare l’imposta è la rendita catastale, rivalutata del 5% e moltiplicata per 160 per abitazioni e pertinenze e per gli altri immobili Casa-Tasse-Soldicommerciali; per 80 per gli immobili accatastati come ufficio e per 55 per negozi e botteghe. La base imponibile è ridotta del 50% per fabbricati di interesse storico o artistico e fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati. Per quel che riguarda le aliquote, i comuni avevano la facoltà di stabilire i livelli, ma entro il tetto massimo fissato dalla legge a livello nazionale. Per la prima casa soggetta ad Imu (quindi per gli immobili di lusso e non per tutte le prime case) l’aliquota è pari al 4 per mille e i comuni potevano aumentarla o diminuirla sino a due punti, per cui l’aliquota poteva oscillare da un minimo del 2 per mille ad un massimo del 6 per mille. A Torre, in questo caso, l’aliquota è rimasta invariata per gli immobili di lusso. Ricordiamo, poi, che la legge, inoltre, prevede una detrazione di 200 euro per immobile (a prescindere quindi dal numero dei proprietari), con la possibilità per il comune di aumentarla fino ad azzerare l’imposta dovuta. Per gli immobili diversi dall’abitazione principale, invece, l’aliquota fissata dalla legge è pari al 7,6 per mille e i comuni potevano aumentarla o diminuirla sino a 3 punti, per cui l’aliquota poteva oscillare da un minimo del 4,6 per mille ad un massimo del 10,6 per mille. Ovviamente, a Torre del Greco si è scelta quest’ultima opzione, rendendo più amaro il cenone a migliaia di contribuenti torresi.
Alfonso Ancona