Lo scorso giovedì 20 marzo, nei locali dell’Aula Magna dell’ISISS “Colombo” di Torre del Greco, Leandro Limoccia, noto per il suo impegno sociale nella lotta alle mafie, ha incontrato gli studenti del biennio, per portare loro la sua personale esperienza. La dirigente scolastica, dott.ssa Lucia Cimmino, e il corpo docente (in particolare il prof. Carlo Cantalino) hanno fortemente voluto l’incontro, visto Leandro-Limoccia-Istituto-Colomboche uno dei compiti della scuola è quello di formare i futuri cittadini. Il dott. Limoccia, oltre ad essere un avvocato, è anche vicepresidente nazionale di Libera, Associazione contro le mafie; inoltre dirige l’Università per la Legalità e lo Sviluppo presso il bene confiscato alla Camorra di Casal di Principe, svolge attività didattico-scientifica presso il Dipartimento di Scienze politiche “Jeanne Monnet” dell’Università Federico II ed è Dottore di Ricerca in Diritto Comparato e Processi d’Integrazione.

Recentemente ha scritto, in collaborazione con Marisa Diana, “Petali di Vita-Don Peppe Diana: un cammino per la giustizia” ( Rubettino Editore), per ricordare la figura dell’eroico sacerdote trucidato dalla camorra il 19 marzo del 1994. Don Peppe denunciò la mafiosità, che rappresenta il brodo di coltura per l’insediamento delle mafie, insieme agli egoismi, alla rassegnazione e all’illegalità diffusa e Leandro Limoccia, parlando ai giovanissimi studenti, ha incentrato la sua conferenza proprio su questo concetto. Mafioso o camorrista non è solo chi è militante tra le file di tali organizzazioni criminali, ma anche chi pensa e agisce con una mentalità mafiosa.

Chi prevarica gli altri fisicamente o psicologicamente è vicino alla mentalità criminale, anche se di fatto non ha mai commesso un vero e proprio crimine mafioso. Ma il terreno di coltura delle mafie è anche la mancanza di politiche sociali che creino lavoro e stabilità, allontanando i giovani dalle lusinghe di guadagni facili. Formare le coscienze dei ragazzi, far capir loro che ogni individuo può dare il suo contributo per avvicinare il giorno in cui le mafie non stritoleranno più la libertà della gente, tutto questo è compito delle agenzie educative ( scuole, parrocchie, famiglie, associazioni). C’è chi è morto per questo e, per ricordare queste vittime, il 22 marzo a Portici, presso Villa Fernandes, bene confiscato alla criminalità e attualmente sede del Collegamento Campano contro le camorre,  si è celebrata la “XIX Giornata della Memoria e dell’Impegno, in Ricordo delle Vittime delle Mafie”.
Marika Galloro