La sua mostra è visitabile fino al 6 maggio a Napoli

Torre del Greco – Ha soli 26 anni, ma Danilo Correale, giovane originario di Torre del Greco, già vanta nel suo curriculum esperienze importanti che attestano un talento naturale per l’arte, la passione a cui ha deciso di dedicare la sua vita e il suo estro. Attivo tra Napoli a Milano, Danilo è all’inizio di una carriera ricca di emozioni e fatica, con un percorso formativo che si snoda tra i banchi del Liceo Artistico del capoluogo campano fino all’attestazione universitaria con la laurea all’Accademia delle Belle Arti.
Tesi in Storia dell’Arte su Matthew Barney e il Cremaster Cycle. In questo periodo, Danilo si appassiona non solo al disegno e all’illustrazione, ma anche alla sperimentazione di diversi materiali con una ricerca che rimarrà costante nel suo lavoro. È proprio questa esigenza di sviluppare una conoscenza profonda nell’uso dei materiali più disparati, che lo spinge a frequentare un master annuale in "special effects" presso l’Accademia di Belle Arti di Terni e successivamente un master in "stop motion" 3D Puppet Animation presso lo Jourgenkling studio a Francoforte. Parallelamente sviluppa e approfondisce curiosità e passione per la fotografia, strumento essenziale per tutta la sua successiva produzione. In questi anni, inoltre, Danilo decide di dare vita all’Harten Gallery, uno studio a Torre del Greco, la sua città. Ma è il 2006 l’anno dei traguardi più impegnativi: la partecipazione al Progetto Video/Fotografico "Base 2" per Napoliest a cura di Danilo Capasso e Hub, e l’esposizione personale "My illusion" presso la Galleria Franco Riccardo Artivisive, come prima esperienza in una galleria privata.
A due anni da "My Illusion" è "Goodbye my darling" che si pone sulla scena ancora una volta alla Galleria Franco Riccardo. La mostra, inaugurata il 28 marzo e visitabile fino al 6 maggio, comprende una grande
installazione in cui le fonti utilizzate spaziano dall’acquarello alla fotografia, dal diagramma all’advertising. Danilo artista poliedrico, all’incessante ricerca di nuove forme e moduli espressivi, con consapevolezza di
scuola e severità di impegno, in quest’ultima esposizione sceglie come sfondo dominante dei suoi lavori la società in tutte le sue sfaccettature. Nei suoi modi di aggregazione, nelle stridenti contraddizioni che la
caratterizzano, la società moderna diventa storia sociale, racconto di come si costruisce il simbolo sociale.
Danilo cerca così di lasciare il suo segno, secco, sinuoso, incisivo. Un lavoro dettagliato che merita attenzione e riflessione.

Caterina A. Stuppia

Articolo già puibblicato su La Torre 1905 cartaceo in edicola – <font face=Arial">Anno CIII n° 07 – mercoledì 9 aprile 2008</font>"