Il libro edito dalla Edizioni Scientifiche e Artistiche di Torre del Greco

Di testimonianze sulla tragica strage di Nassiriya ne sono state riportate diverse dai media, con dovizia di dettagli e commenti, ma dei giorni precedenti alla tragedia, della vita che i militari conducono ordinariamente nel corso delle missioni di pace, di come sono scandite le loro giornate a prescindere dagli eventi clamorosi, resta troppo spesso un aspetto sottointeso e raramente evidenziato. Ed invece “La mia Nassiriya” – ultimo libro edito dalla Edizioni Scientifiche e Artistiche – vuole porre l’accento proprio su ciò che in molti ignorano, senza trascurare naturalmente i tragici momenti dell’attentato a Nassiriya: un realistico e scorrevole resoconto delle missioni di pace che non necessariamente hanno del drammatico. Così il Maresciallo Salvatore Colucci ha riportato la sua testimonianza dei giorni vissuti in missione nella “terra del fuoco” tra le pagine de “La mia Nassiriya”. In seguito alcune domande alle quali l’autore ha risposto con grande disponibilità:

In apertura abbiamo una eloquente frase: “Eppure non era cominciata così male…”, a quali momenti si riferiscono queste parole ?
“Sono i momenti iniziali della missione quando tutto è coinvolgente e genera entusiasmo nel voler vivere quella nuova avventura”
La mia Nassiriya è nata durante la sua missione in Iraq, giorno dopo giorno, qual’ era la funzione originaria del “manoscritto” ?
“ La sua funzione principale era di voler trascrivere quelle emozioni per non dimenticarle… una sorta di diario..”.
Quanta influenza ha il fattore economico nella decisione di partire per una missione di pace ?
“Una discreta influenza, anche se la vita non dovrebbe aver un prezzo… ma il fattore economico ha il suo peso determinante”.
Alla fine del libro c’è un suo personale epilogo, cosa pensa alla luce di quanto vissuto delle missioni di pace ?
“Le missioni di pace sono comunque una necessità per il prestigio del nostro paese in campo internazionale”
C’è qualcosa dell’Iraq del quale ha avuto nostalgia al suo rientro in Italia ?
“Si, la strada che mi portava ogni giorno a Nassiriya…”
Momenti più critici e momenti più piacevoli dei giorni a Nassiriya
“Sono giorni che viaggiano sulla stessa emozione perchè a difficoltà superata diventa piacevole l’evento”

Sempre nel volume è possibile visionare anche una dettagliata galleria fotografica creata dall’autore in Iraq, che mostra le peculiarità della zona: dalla Tampa (principale arteria ed unica autostrada irakena) ad alcuni suggestivi volti di bambini incontrati sul posto.

Paola Russo