Il tema del viaggio astrale protagonista del cortometraggio del giovane regista torrese Luca Cestari

(a) per gli abbonati o in edicola – Torre del Greco – Giovedì 30 aprile la C.P.A. (Cestari Produzione Audiovisive) con la Pantart Communication ( Casa Editrice e Coproduttrice del corto) hanno presentato in anteprima nazionale al Multisala Corallo il cortometraggio “Aldilà della porta”. Si tratta di un lavoro cinematografico del regista, autore e direttore della fotografia, Luca Cestari. Il giovane torrese, che da tempo pratica la professione di fotografo, nell’ultimo periodo ha voluto dare spazio alla sua fantasia ed in particolar modo ai suoi sogni, che lo ritraggono regista e direttore della fotografia. Al film hanno preso parte l’attore Antonio Colantuono (Dante), conosciuto da molti come cantante, la nota show girl Justine Mattera (Martina) e il “David di Donatello 2003”, Ernesto Mahieux (il giornalista). Le scene del cortometraggio sono state girate a Torre del Greco, in diverse location. Alla presentazione, oltre al regista e ad alcuni attori, è intervenuto anche Armando Cavaliere, produttore esecutivo del cortometraggio. La trama racconta di un maestro di scuola elementare (Dante) che per amore della sua compagna (Giulia), una credente religiosa con una fede proiettata al di là di ogni immaginazione e religione appartenente al genere umano, si fa coinvolgere in una storia contorta che assumerà presto i connotati del tragico. La donna, infatti, cerca di convincere se stessa e le persone che la circondano che la vita sulla terra non è altro che un viaggio astrale. La vita di sua figlia (Martina) verrà messa a repentaglio proprio da questa sua convinzione. Uno stravagante giornalista cercherà di mettere luce sulle vicende che si ritaglieranno il loro spazio nella storia. Alla domanda sul perché avesse scelto il tema del viaggio astrale il regista risponde: “La vita è quella che viviamo; ci sono persone che riescono a vivere veramente ciò che sognano. Non ho mai fatto un viaggio astrale, penso che la vita sia fatta di momenti che vanno vissuti”. La musa ispiratrice del cortometraggio è stato un quadro del pittore surrealista Enzo Matrone, un uomo che pratica viaggi astrali e riesce a vedere un’altra dimensione. Di qui la doppia accezione del termine “aldilà”, presente nel titolo del film, che può indicare una dimensione non terrena oppure può indicare quello che c’è dietro la“porta”, il futuro. Questo cortometraggio può essere inscritto nel genere noir sia per le caratteristiche della pellicola che per i temi trattati. Il regista intende inscrivere altri suoi lavori in questo genere; è già in itinere la preparazione di un lungometraggio, “La vita di Hermann”, le cui scene saranno girate tra 4/5 mesi.

Maria Consiglia Izzo

Articolo già presente sull’edizione cartacea de LaTorre 1905 in edicola il 13 maggio 2009