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Pensieri liberi – In una delle “Operette morali”, Giacomo Leopardi ci racconta del dialogo tra un venditore di almanacchi e un ‘passeggere’… Per ‘piazzare’ la sua mercanzia, il venditore magnifica le felicità e le positività che l’anno prossimo avrebbe portato a tutti gli acquirenti dell’almanacco. “A quale degli anni trascorsi vorresti che somigliasse quello che sta per subentrare?”, gli chiese il passeggero (lo stesso Leopardi), che aveva una tesi da dimostrare: l’infelicità di fondo della condizione umana. Naturalmente, il venditore ‘l’anno felice’ tra quelli che aveva vissuto non riuscì a trovarlo.

Tutto questo ‘paraustiello’ (e usiamolo, di tanto in tanto, il nostro, magnifico, dialetto!) per dire che è inutile lamentarsi del presente, perché il passato certamente non è stato migliore, e il futuro, non si sa… In particolare, io e quelli della mia, ormai vetusta, generazione, non ci possiamo veramente lamentare. Non abbiamo conosciuto la guerra, almeno “sul fronte Occidentale”, la fame, la miseria, abbiamo goduto dei progressi della tecnologia, della medicina, delle migliorate condizioni igienico-sanitarie, e del benessere quasi generale. Forse non sarebbe stato giusto, per rispetto ai nostri antenati, lasciare questo Mondo senza aver provato “il sale e l’amaro”!

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