Erano finiti nella morsa della criminalità: mamma e figlio sono stati costretti dal clan della zona a dare ai malviventi la loro casa, pur essendo proprietari dell’immobile.

E’ quanto accaduto a Scampia, nella periferia di Napoli. Per questo, dopo le indagini e la ricostruzione dei fatti avviate dalle forze dell’ordine, sono state arrestate due persone, considerate vicino ad un clan locale.

L’accusa scattata nei confronti dei soggetti fermati è duplice e pesante per entrambi: estorsione e lesioni aggravate dal metodo camorristico.



La triste vicenda ha avuto inizio quando, nel luglio del 2021, i due malviventi si sono presentati presso l’abitazione della vittima. Trovandosi di fronte al giovane, i due malviventi hanno iniziato a minacciarlo con il pretesto di riavere il denaro che avrebbe ricevuto a debito dai balordi.

In realtà, le richieste erano finalizzate a costringere la vittima e sua madre, con lui convivente, a lasciare l’abitazione dove risiedevano.

Le minacce si sarebbero protratte in più casi fino al punto in cui le vittime sono state perfino costrette a consegnare agli odierni indagati le chiavi dell’appartamento e a liberarlo immediatamente.

Sul caso hanno lavorato i carabinieri della Stazione di Napoli Scampia.