Rapina al supermercato Decò. Un poliziotto fuori servizio intima l’alt, ma i fuorilegge non si fermano. L’agente spara, ma i malviventi riescono lo stesso a fuggire con il bottino. Tutto questo non è una scena di un film, ma è quello che è successo sabato sera al supermercato Decò in via Giovanni XXIII. Mancano pochi minuti alla chiusura serale, quando due uomini con il volto coperto e armati di una pistola hanno minacciato i cassieri e i clienti dell’esercizio commerciale per impossessarsi dell’icasso della giornata, circa 2mila euro. Però, una volta fuori, i due malviventi si sono imbattuti in un agente di polizia fuori servizio, che, essendosi accorto di quello che era appena successo, ha intimato l’alt ai rapinatori con la pistola di ordinanza, cercando di fermarli.

Ma i due banditi non si sono lasciati intimidire e, allora volta, hanno minacciato l’agente con la propria arma. rapina-pistola-revolverMa il poliziotto è stato più veloce ed è riuscito a sparare per prima, ma i ladri sono comunque riusciti a fuggire in sella ad uno scooter con la targa coperta e sono riusciti a far perdere le loro tracce. Sul caso, ora, indaga il commissariato di Polizia, guidato dal primo dirigente Paolo Esposito. Sempre il Decò di via Giovanni XXIII, a fine gennaio, fu preso di mira dai rapinatori. All’ora, una persona con il volto coperto e armata di pistola piombò nel supermercato. Il malvivente minacciò con un revolver prima due dipendenti che fumavano una sigaretta fuori all’esercizio commerciale e, subito dopo, sempre sotto la minaccia della pistola, si fecero consegnare quello che era presente nelle casse a quell’ora (circa 500 euro), più il portafoglio di un cliente presente in quel momento all’interno del supermercato: subito dopo si diede alla fuga in sella al suo ciclomotore parcheggiato fuori al locale e a tutto gas scappò proseguendo per via Nazionale, in direzione di Torre Annunziata.
La Torre da anni denuncia, sollecitando le varie istituzioni, verbalmente e con la pubblicazione di vari articoli, le migliaia di euro spesi per fare un impianto di videosorveglianza che non funziona correttamente. Un impianto che a pieno regime avrebbe aiutato le forze dell’ordine a sorvegliare meglio il territorio.
Ma la cosa che oramai sta diventando grave è che le forze dell’ordine e la Procura non aprano un’inchiesta sul come mai questa videosorveglianza non funzioni.