Matteo Bertonati, Antonio Stanzione, Giovanni Battiloro e Gerardo Esposito: sono questi i nomi dei quattro giovanissimi torresi che hanno perduto la vita tragicamente a causa del crollo del ponte Morandi a Genova nella mattina del 14 agosto 20218. I quattro giovani amici, tutti nella stessa auto, quella mattina di piena estate stavano percorrendo quel tratto genovese per arrivare al confine, dove avrebbero trascorso spensieratamente le loro vacanze. Ma, a causa del crollo dello storico ponte di Genova, i quattro giovani di Torre del Greco non sono mai arrivati a destinazione. Anzi. Un triste ed infame destino li ha attesi sul ponte Morandi ed ha stroncato, senza possibilità diversa, le loro vite per sempre.

Una tragedia che, purtroppo, ha causato diverse vittime oltre ai quattro giovani ragazzi torresi e che mai darà pace alle famiglie delle vittime che, giustamente, chiedono e gridano giustizia ben sapendo che nulla e nessuno restituirà quei corpi alla vita ed all’affetto dei loro cari.

A metà ottobre, nel capoluogo ligure, si è tenuta l’udienza preliminare del processo sul crollo del viadotto sul torrente Polcevera. La mattina dello scorso 15 ottobre, in qualità di legale della famiglia Battiloro, era presente anche l’avvocato penalista Antonio Cirillo di Torre del Greco. La famiglia Battiloro, in onore e memoria di Giovanni – uno dei quattro ragazzi deceduti nel crollo – sono parte civile nel processo e gridano giustizia ormai da anni.

A margine dell’udienza preliminare, l’avvocato Cirillo ha espresso delle perplessità soprattutto in termini di durata. “Mi auguro – ha dichiarato alla stampa il legale corallino – che non si allunghino i tempi anche se – precisa – temo che ciò possa accadere. In questo processo – spiega il legale della famiglia Battiloro – ci sono tante, troppe, parti processuali. È giusto che associazioni o genovesi sfollati rivendichino il proprio diritto al risarcimento, ma mi auguro che lo facciamo in sede civile. Noi qui – conclude – stiamo rappresentando la famiglia di un ragazzo di 28 anni morto nel crollo del ponte, sono due cose ben diverse”.
Infatti, considerate le parti in causa e tutte le richieste e costituzioni di parte civile, che potrebbero essere anche più di 300, il dubbio e l’ipotesi sulla lunga durata si fa sempre più pesante.