Ad oggi fallimento e sequestri preventivi hanno favorito solo lo Stato. Armatori a giudizio: udienza fissata all’11 marzo

E’ stata accolta dal GIP Anna Maria Fattori la richiesta del giudizio immediato formulata dal PM, Paolo D’Ovidio, della Procura di Roma.
Circa due settimane fa, con otto rinvii a giudizio, si è chiusa l’inchiesta sul crac Deiulemar, con un buco di quasi 1 miliardo di euro che ha coinvolto oltre 13mila famiglie torresi. Gli armatori della storica Compagnia di Navigazione SPA, fondata nel 1967 fondata dai capitani Giovanni Della Gatta, Michele Iuliano e Giuseppe Lembo, è fallita lo scorso 2 marzo. Andranno a giudizio immediato Giuseppe Lembo (l’unico dei fondatori ancora in vita) ed il figlio Leonardo; Angelo, Pasquale e Micaela Della Gatta, la madre Lucia Boccia; Maria Luigia Lembo (sorella di Giuseppe), moglie di Michele Iuliano morto per un malore il 9 maggio durante una perquisizione, e sua figlia Giovanna Iuliano.
Gli imputati potrebbero chiedere il rito abbreviato puntando così su uno sconto di pena. Le accuse sono, a vario titolo, bancarotta fraudolenta, associazione a delinquere, truffa aggravata, abusiva raccolta del risparmio, false comunicazioni sociali, delitti tributari.
La prima data del processo è stata fissata per l’11 marzo 2013. Nel frattempo è saltato il tavolo tecnico del 30 novembre con il Ministro Passera, che doveva incontrare il Sindaco Malinconico ed il Presidente del Consiglio Colantonio. Il motivo: il caso ILVA di Taranto ha avuto la precedenza.
Per gli obbligazionisti si mette di male in peggio e mai titolo de La Torre è stato più eloquente: Deiulemar, lo Stato batte cassa (leggi articoli pubblicati). Infatti, i singoli obbligazionisti non potranno, sembra in una prima fase, fare  richiesta di costituzione di  parte civile nella prima udienza, fissata il programma il prossimo 11 marzo.
In questa fase, il Tribunale romano considera parti offese: la curatela fallimentare, la Banca d’Italia e l’agenzia delle entrate. Favorendo questi ultimi, ricordiamo che  lo scorso 31 ottobre la Guardia di Finanza Provinciale aveva proceduto al sequestro di beni per equivalente per un ammontare di 40 milioni (tra beni immobili e disponibilità bancarie) per una presunta evasione fiscale che sarebbe stata riscontrata tra il 2005 e il 2008.
In breve, non avendo la Procura ipotizzato alcuni reati – secondo indiscrezioni quello della truffa – ma avendo preso in considerazione solo in questa prima fase quelli rivolti allo stato, i singoli obbligazionisti non vengono considerati parte offesa, ma viene individuata la curatela come rappresentante dei creditori sociali (banche, fornitori, dipendenti e obbligazionisti reali). E quelli del mondo parallelo? Fino ad oggi il fallimento ed i sequestri preventivi hanno favorito solo lo Stato, La Torre da tempo chiede a gran voce che si tutelino tutti gli obbligazionisti.

Antonio Civitillo

Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 5 dicembre 2012