Da decenni la città è nel degrado e perde occasioni di rilancio. Il motivo: mala amministrazione

(a) per gli abbonati o in edicola – Torre del Greco – “E io pago", diceva Antonio de’ Curtis, in arte Totò, nel film "47 morto che parla". Sono molti i cittadini onesti che pagano le tasse. Tasse che dovrebbero servire a finanziare i servizi pubblici e per aiutare chi ha più bisogno.
Torre versa da decenni in una situazione drastica, l’ultima tassa che ha messo in ginocchio cittadini e commercianti è la TARSU. Eppure i conti dell’Amministrazione Comunale sembrano essere in ordine e il nostro è un Comune ricco. Sprecone, ma ricco.
L’interesse privato continua ormai da tempo a mortificare quello pubblico. Entrando nello specifico qualcosa è stata fatta ed anche rapidamente. Ma non per l’interesse pubblico, bensì per alcuni privati. Tra gli esempi: l’allargamento e il riammodernamento di via del Monte, una delle prime opere realizzate da questa Amministrazione, ricordiamo che in questa via abita il Sindaco Ciro Borriello; il ponte privato enorme e sicuro, che unisce due fondi separati dalla carreggiata autostradale, acquistata qualche anno fa dagli armatori Bottiglieri, Villa Olivella; il depuratore industriale, un’industria chimica autorizzata dalla costruzione in tempi record in una città piena di vincoli ambientali; ed altro ancora.
La città e soprattutto i cittadini torresi attendono da decenni opere e servizi che siano di interesse pubblico e comune. Tra queste: la cittadella dello Sport, un ospedale dignitoso, un vero polo orafo, strade pulite e aggiustate, sicurezza delle strade (visti i troppi incidenti), la messa in sicurezza – come quello dei Bottiglieri – il ponte di via Curtoli (dove, si ricorda, una persona ha perso la vita).
Torre, inoltre, necessita di un rilancio turistico-economico. Abbiamo un patrimonio artistico culturale che non ha nulla da invidiare alle altre città: la casa di Giacomo Leopardi; Villa Sora (ormai trafugata e distrutta); Santa Maria di Costantinopoli, la litoranea (uno tra i più belli ma trascurati lungomari del Golfo di Napoli) ed altro.
Tanta ricchezza mal sfruttata perché mal governata. Sempre la solita storia che siamo qui a ricordare e che si riassume con decenni di mala amministrazione. Tra le ultime cose belle che sta perdendo la città è il corso di laurea di biologia marina dell’Università Federico II di Napoli. Il motivo: il Sindaco Borriello non firma la convenzione. Oltre a trarne beneficio comune, ci sarebbe una forte collaborazione con alcune aziende locali.
Conclusione: loro gestiscono male i nostri soldi, quelli della macchina comunale, e noi paghiamo. Alle prossime elezioni pensiamo bene a chi dare il nostro voto.

Antonio Civitillo

Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea de La Torre 1905 in edicola il 21 ottobre 2009