Manifestanti in piazza: “Torre ammazzata e nella fossa comune abbandonata”
Rabbia e disperazione, ma anche tanta voglia di giustizia. E’ questo il segnale chiaro che traspariva dagli occhi degli oltre 400 partecipanti alla manifestazione tenutasi lo scorso 11 novembre 2013 per portare, per l’ennesima volta e a giusta ragione, l’attenzione sul caso Deiulemar, la compagnia di navigazione fallita poco più di un anno fa e che ha mandato in fallimento anche le tasche di circa 13 mila famiglie che avevano investito i loro risparmi nel meccanismo messo in piedi dalle tre famiglie armatoriali Della Gatta, Iuliano e Lembo. In poche parole: un crack di circa 800 milioni di euro. Il corteo, diretto alla sede del Tribunale di Torre Annunziata, è partito dal piazzale del Buon Consiglio. In testa al corteo un carro funebre, seguito da manifestanti muniti di cartelloni. L’immagine è stata proprio quella di un funerale. Significative le scritte sui cartelloni portati in alto e a mani dai manifestanti “Torre è stata ammazzata e nella fossa comune abbandonata”.

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Tra le file dei manifestanti anche alcuni volti noti di avvocati e politici. L’obiettivo comune è anche quello di un confronto con Oscar Bobbio, il presidente del Tribunale oplontino per provare a fare luce su tanti dubbi e tante domande sorte negli ultimi periodi. Dubbi che vanno dalla rogatoria internazionale alle teste di legno, dallo stralcio di alcuni imputati alla mancata nomina dei membri del comitato dei creditori della società di fatto. Ed in merito a quest’ultima sono stati nominati i membri poco prima della manifestazione: i “soliti” Cardella e Colapietro, l’Agenzia delle Entrate e Vincenzo Siniscalchi. Fa discutere la formazione, in particolare il nome di Vincenzo Siniscalchi, proprio il legale che si occupa della difesa della moglie e della figlia del capitan o Michele Iuliano, e quindi di Giovanna Iuliano e Maria Luigia Lembo. Un vero e proprio paradosso che ai risparmiatori riunitisi in protesta proprio non scende giù: se da un lato l’avvocato Siniscalchi curerà le posizioni delle eredi del Capitano, dall’altro curerà quelle dei risparmiatori che vivono col fiato sospeso giorno dopo giorno. Altro dato da registrare è la spaccatura tra alcuni avvocati e tanti risparmiatori: i primi non mettono in dubbio l’operato dei giudici mentre i secondi vogliono chiarezza e trasparenza in merito a questa vicenda.

Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 13 novembre 2013