Crac Deiulemar. Esposto degli obbligazionisti agli Organi Istituzionali dello Stato. “Il caso Deiulemar, una vicenda che non fa rumore “, questo il titolo scelto dagli obbligazionisti per l’esposto da inviare alle più alte istituzioni dello Stato, tra cui la Presidenza della Repubblica, quelle di Senato e Camera, palazzo Chigi, Deiulemar-NaveCsm, Guardasigilli, l’Autorità anticorruzione e procura e tribunale di Torre Annunziata.
APPELLO ESTREMO. Gli obbligazionisti, finiti sul lastrico dopo il fallimento della società che ha coinvolto 10.562 risparmiatori per un importo di circa 700 milioni di euro, lanciano il loro appello disperato alle istituzioni: “Il crac Deiulemar – accusano – viene trattato e relegato anche dagli organi di stampa e della politica come un normale fallimento, una delle tante truffe a danno dei risparmiatori, ma purtroppo non è così. La vicenda Deiulemar – chiosano gli obbligazionisti – è, ahi noi, molto di più. Rappresenta la Caporetto dei sistemi di controllo, rappresenta un bieco intreccio tra imprenditoria, sistema bancario, finanza e autorità di vigilanza “. Gli obbligazionisti affermano di sentir¬ si “cittadini di “serie B”. Siamo consapevoli della gravità delle nostre affermazioni – spiegano gravità non dettata dalla disperazione di aver perso tutti i risparmi (c’è anche quella) – ma ogni nostra asserzione è confortata da prove e documentazioni”.
CITTADINI DI SERIE B. I risparmiatori denunciano che “mentre la Deiulemar da un lato raccoglieva risparmio, dall’altro provvedeva a dismettere tutti i suoi beni “. Ed ecco arrivare al¬ cune delle domande da girare agli organi istituzionali dello Stato: «Cosa non ha funzionato nei si¬ stemi di controllo? Chi ha chiuso un occhio – o per meglio dire tutti e due – e ha permesso alla Deiulemar di continuare la raccolta di risparmio? Cosa è successo alle segnalazioni della Banca di Italia? “. Per rispondere a questi interrogativi – conclude il lungo esposto – gli obbligazionisti chiedono adesso che le istituzioni, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, si attivino “concretamente e con tutti i mezzi disponibili affinché emergano tutte le responsabilità e tutti i colpevoli vengano assicurati alla giustizia “.