Anna, affetta dalla sindrome di Escobar: “Per me servizio fondamentale per andare all’università”
Disabilità e barriere architettoniche. Dopo mesi, finalmente aggiustato l’ascensore della Circumvesuviana che impediva ad una ragazza disabile di raggiungere l’università a Napoli. Anna Giacomino è una ragazza affetta dalla sindrome di Escobar, una rara malattia genetica che l’ha condannata alla sedia a rotelle. Ma Anna-Giacomino-Scale-Circum-2014malgrado la sventura che l’ha colpita, Anna non si è persa d’animo è ha cercato di concentrarsi sullo studio. Infatti, la giovane disabile frequenta il terzo anno della facoltà di Lettere Moderne a Napoli. Ma proprio questa sua passione ingigantisce la sua problematica. Essendo costretta a stare su una sedia a rotelle, Anna ha molta difficoltà a raggiungere Napoli, dove ha sede la facoltà che frequenta. Durante l’amministrazione Malinconico, dopo diverse vicissitudini e porte chiuse, grazie anche all’interessamento di un editore di una testata locale, ci fu una risposta positiva da parte dell’assessorato alle Politiche sociali (allora presieduto da Claudia Sacco) che mise a disposizione un servizio di trasporto in modo da poter frequentare la facoltà di Napoli. Decaduta l’amministrazione Malinconico sono riiniziati i soliti problemi per Anna. La giovane affetta dalla sindrome di Escobar ha dovuto fare di nuovo tutta quella trafila burocratica per ottenere aiuti per il servizio di trasporto. Nell’attesa di una risposta positiva da parte del Comune, Anna, con l’aiuto dei suoi genitori, per raggiungere Napoli ha deciso di prendere i treni della Circumvesuviana, ma a questo ha dovuto fare i conti ancora una volta con altre difficoltà: l’ascensore della stazione torrese non funzionava e lei con i suoi genitori si è vista costretta a fare percorsi complicati, come le scale per prendere il treno. Finalmente dopo l’intervento di testate giornalistiche, politici locali e un’associazione per disabili, La Libellula, l’ascensore è stato aggiustato. “Stamattina – ieri per chi legge -, dopo un’attesa che mi è parsa di secoli, hanno finalmente riparato l’ascensore nella “mia” Vesuviana – spiega commossa Anna Giacomino – Molti non riterranno l’accaduto fondamentale per la città, ma lo è per me e per quei pochi che pur essendo in condizioni simili alle mie non si rassegnano a rimanere chiusi in casa. Sarà che io sono stata fortunata per le persone che ho accanto, che non mi hanno fatto mai sentire diversa dagli altri”.
Alan