Il Cantuccio di Cleso

(a) per gli abbonati o in edicola – Torre del Greco – In terre di camorra, come lo sono notoriamente la nostra regione e i territori del Sud più in generale, il fenomeno estorsivo è senza dubbio alla base dei processi di affermazione della camorra su un territorio. Da sempre ciò rappresenta un forte peso per chi esercita delle attività ed è vittima di questo reato; non ultimi sono gli episodi intimidatori con uso di bombe, accaduti due mesi fa a Torre del Greco. Al danno morale, si aggiunge quello economico, in questi casi forse quello più rilevante per chi subisce attacchi di questo tipo, quello che fa decidere se ne vale ancora la pena di continuare.
E’ proprio quanto accaduto al gioielliere di via Nazionale, vittima di una delle due bombe, il quale, esponendo un manifesto fuori il suo negozio, denuncia il danno ingiustificato che il comune torrese, a suon di imposizioni,
sta causando a lui come agli altri cittadini ed esercenti.
Ciò che fa pensare è che quella del comune viene definita un’estorsione, proprio da chi è stato evidentemente vittima di un’estorsione camorristica: "La vera estorsione è quella del comune con l’aiuto dei vigili urbani" si legge sul manifesto. Cosa può portare un commerciante a sentirsi estorto più dallo Stato, o comunque dall’istituzione-Comune,che dalla malavita?
Credo che una denuncia di questo tipo sia qualcosa di allarmante. Il modo in cui sono state imposte tasse e controlli nei confronti della cittadinanza, senza altri termini, senza condizioni pratiche per poterlo fare, è evidentemente risultato presso questo esercente, e forse non solo, un qualcosa di analogo al comportamento ingiusto dell’estorsore.
Il paragone può sembrare azzardato, offensivo, ma credo sia giusto interpretarlo come un monito per far pensare, la cittadinanza che subisce e chi governa e si impone con forza di legge, tassando molto più che offrendo.

Domenico Barba – Gruppo Beppe Grillo TdG

Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea de La Torre 1905 in edicola il 18 novembre 2009