No, non mi riferisco al rammarico per la grande occasione che gli azzurri, ieri sera, al Parco dei Principi, hanno buttato al vento quando ormai la partita era finita… Su questo aspetto, mi soffermo solamente un amen, per sottolineare che, forse, ci manca proprio quest’ulteriore ‘passo in avanti’, per diventare a tutti gli effetti una “grande squadra”: a pochi secondi dalla fine, gli avversari li devi ‘uccidere’, calcisticamente parlando, sul campo, ma in porta non devono tirare! Io ho contato ben sei maglie azzurre nei pressi di Di Maria, eppure è successo…

Torniamo al latte di cui al titolo… Una premessa, segnate da qualche parte questa data: 25/10/2018. E’ importante, perché quello che sto per sostenere, probabilmente, ma spero di no, tra qualche mese, o anche tra poche settimane, potrebbe essere clamorosamente smentito. Però, questo è il bello del calcio! La ‘palla, è risaputo, è rotonda’, gira un po’ dove vuole, ora da una parte, ora da quella opposta… Ciò vale pure per i nostri giudizi, che oscillano, fortemente condizionati dal “momento” che le squadre attraversano. Ma si può, razionalmente, negare che Ancelotti ha letteralmente trasformato il Napoli? Contro il Liverpool, e va bene, li abbiamo ‘asfaltati’, ma poteva essersi trattato di una casualità… Però, anche il PSG, che annovera tra le sue fila fior di campioni, i “top players”, come amano definirli quelli che s’intendono di calcio, al cospetto degli azzurri per lunghi tratti della partita, è sembrato non capirci nulla… Ma poi, il famoso pallone che è rotondo, ha deciso che l’incontro doveva concludersi sulla parità, risultato che, prima della gara, tutti avremmo sottoscritto con soddisfazione, e così è stato.

A questo punto, un dubbio sorge, legittimo: abbiamo detto che i francesi schieravano i “top players”, ma non mi sono sembrati superiori ai nostri valorosi ragazzi… Ma allora, vuoi vedere che i “top” ce li abbiamo anche noi, solo che ‘qualcuno’ non se n’ era accorto? Non voglio fare polemiche, però ci è stato sempre detto che il Napoli aveva ‘buoni giocatori’, e niente di più… E allora, ob torto collo, abbiamo ‘digerito’ le pessime figure in Europa e in coppa… Non avevamo – lo si ribadiva ad ogni occasione – al di là, di quei dodici-tredici, altri giocatori validi nella rosa, e quelli dovevano giocare, sempre, per puntare al solo campionato… Risultato? In primavera, quel plotoncino di sempre presenti aveva bisogno d’essere ricoverato sotto una tenda ad ossigeno. D’accordo, per tre campionati ci siamo “arrecriati” (non trovo un termine che, come questo in vernacolo, esprima così compiutamente il concetto!) con il bel gioco, unito anche ad ottimi risultati, ma sul piano pratico…

Carletto li sta facendo giocare tutti,i nostri ragazzi, e tutti si stanno esprimendo ad alti livelli… Per di più, così facendo, ha eliminato un altro grosso difetto della precedente gestione tecnica: la prevedibilità di schemi asfissianti, ripetitivi, che – a mio parere – ‘mortificavano’ non poco l’estro e l’inventiva che pure è nel DNA di molti azzurri. Ritenete che queste mie critiche siano eccessive? Non mi sembra… Voglio ricordare, inoltre, che le critiche non sono state risparmiate neppure alla squadra – l’unica! – che riuscì a portare, per ben due volte, all’ombra del Vesuvio quel tanto desiderato ‘triangolino tricolore’: quella del mitico Diego Armando! Eh sì, perché, nonostante gli indubbi meriti di Maradona e compagni, molti pensano che, considerata la forza straripante di quella squadra, gli scudetti vinti avrebbero potuto essere molti di più!
Ernesto Pucciarelli