Pensieri liberi. La vita è fatta di abitudini, ognuno ha le proprie, irrinunciabili… Per esempio, io non posso mancare alla passeggiata domenicale pre-prandium con gli amici di sempre. Si discute del più e del meno con pacatezza, evitando accuratamente di toccare argomenti di politica per i quali si finirebbe, senz’ombra di dubbio, con il litigare.

Poi, la sosta obbligata al solito bar. Ci tratteniamo nel locale una mezz’oretta per il rito, anch’esso usuale, della “tazzulella ‘e cafè”. Tonino, il proprietario del bar, conosce perfettamente i nostri gusti… Caffè amaro per Peppe, macchiato per Aldo, per me con una puntina di zucchero, lungo per Gino, il quale prova sempre, ma inutilmente, ad aggiungere alla bevanda qualcosa di solido, tipo una sfogliatella.
Dopo aver completato il servizio, Tonino si accomoda accanto a noi al nostro tavolino. “Prufesso’ ” ha cominciato stamattina “ma secondo voi, che tene Merténs?” La butta lì e poi mi guarda fisso in attesa della mia risposta. Bontà sua, Tonino mi ritiene un profondo conoscitore in materia di pallone, ed io mi diverto a confortare questa sua convinzione. “Toni'”, incomincio con tono serio. “Io credo che ‘Ciruzzo’ nostro è malato…”

“Pure lui!” s’allarma Tonino, “E che sta succedendo, prufesso’? Insigne, Albiol , Diawara… E mo’ pure Merténs nun sta bbuono?”
“Lasciami finire…” l’interrompo. “Il pallone, come tu ben sai, si gioca con i piedi, ma tutto dipende dal cervello… Il Napoli, da quando ha visto svanire il “sogno-scudetto”, non ci sta più con la testa. Ha avuto un brutto calo di tensione, e stanno pure cominciando a venir fuori delle piccole crepe all’interno del gruppo… Tornando al nostro ‘Ciruzzo’, è molto probabile che stia soffrendo perché Ancelotti gli sta preferendo Milik come terminale offensivo e lui deve competere con Insigne per trovar posto nella squadra titolare. Insomma, Toni’, non si sente più al centro del ‘progetto-Napoli’, non è tranquillo…”
“Ma vui che pensate, prufesso’, allora a giugno se ne va?” mi domanda ancora l’amico barista, preoccupato.

“Questo non lo so.” rispondo. “Dipende da tanti fattori…”
Mentre sono tutto preso dal dialogo con Tonino, Peppe s’ alza di scatto, seguito a ruota da Gino e da Aldo e si precipita alla cassa. “Mannaggia, m’hanno fregato pure stamattina… Mai una volta che mi riesca di pagare il caffè…” sospiro rammaricato.
“E va be’, nun ce pensate…” mi fa Tonino, sorridendo. “Vuol dire che pagherete la prossima volta, o quell’altra ancora…”
Nel tardo pomeriggio, comincia Napoli-Udinese. Dopo qualche difficoltà iniziale, sembra che le cose si mettano per il meglio. Intorno alla mezz’ora, siamo in vantaggio di due reti. Penso che la partita sia chiusa, e invece… Si cominciano a sbagliare troppi passaggi, non c’è la giusta concentrazione, i friulani diventano pericolosi con le loro veloci incursioni… In men che non si dica, raggiungono, e meritatamente, il pareggio! Ho la netta sensazione, inoltre, che Ospina non sia nelle migliori condizioni, dopo il ‘colpo’ alla testa che ha rimediato ad inizio partita: i tiri con i quali gli udinesi hanno fatto gol non mi sono sembrati proprio imparabili… Ecco, purtroppo non mi sono sbagliato: il nostro numero uno si accascia sul terreno di gioco, esce in barella.
Per fortuna, le notizie che giungono immediate sono abbastanza confortanti: pare che non sia successo nulla di grave! Però, mi domando: per quale motivo non è stato sostituito subito dopo lo scontro con l’avversario? Quando l’incidente riguarda un piede, un ginocchio, passi; ma con la testa non si scherza… Comincia la ripresa, ed è tutta un’altra storia. Milik e Mertens (finalmente!) mettono al sicuro il risultato. Gli udinesi mostrano di non volersi ancora arrendere, s’impegnano ma ho la netta sensazione che non ne abbiano più…

Certo che ce l’hanno fatta penare, la vittoria! Ancelotti dovrà lavorare molto con la squadra, sotto il profilo psicologico, per ridarle le necessarie motivazioni. Il campionato non è finito, c’è da difendere il secondo posto, che non è obiettivo da trascurare, c’è l’Europa League: guai a ‘staccare la spina’! La giusta tensione si mantiene tenendo sempre sulla corda i calciatori; se si comincia a “mollare” in campionato diventa estremamente complicato, poi, ritrovare la concentrazione negli impegni difficili che ci attendono nella ‘fase calda’ della competizione europea.
Ernesto Pucciarelli




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