Con l’arrivo della bella stagione impazzano sul web e sulle riviste le più svariate diete per una super abbronzatura che consigliano di incrementare il consumo di alimenti ricchi di beta-carotene come albicocche, carote, anguria, peperoni e pomodori o di utilizzare appositi integratori. Ma facciamo un passo indietro.

Cos’è il Beta-carotene? È un pigmento arancione, appartenente alla categoria dei carotenoidi, precursore della vitamina A e responsabile del colore di molte varietà di frutta e verdura. Oltre agli alimenti sopracitati lo ritroviamo nella zucca, nelle pesche ma anche in alcuni vegetali a foglia verde come broccoli, spinaci e rape. Viene molto spesso pubblicizzato come un abbronzante naturale ma non è propriamente così. È vero che la parte di beta-carotene non trasformato in vitamina A viene immagazzinata nel tessuto adiposo e nella pelle conferendo alla stessa una colorazione dorata ma è altrettanto vero che l’abbronzatura dipende esclusivamente dalla melanina.

Cos’è la melanina? Un insieme di pigmenti naturali della pelle che conferiscono ad ogni individuo la colorazione dell’epidermide. Svolge una funzione protettiva contro i raggi ultravioletti, si forma a partire dall’amminoacido tirosina e viene rilasciata in maggiore quantità in seguito all’esposizione al sole. Il beta-carotene non stimola i melanociti presenti nell’epidermide a produrre più melanina e quindi ad accelerare la tintarella ma può essere, sicuramente, un valido aiuto per contrastare gli effetti nocivi dell’esposizione al sole soprattutto in caso di pelle molto chiara.

Dottoressa Elisabetta Casciello Biologa Nutrizionista
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