“Il Comune di Napoli non ha capito cosa significa Coesione Territoriale: ci sono 91 Comuni che non vengono inseriti all’interno di un Patto nato per favorire lo sviluppo economico, produttivo ed occupazionale dell’area metropolitana, la sostenibilità ambientale e la sicurezza che comprende ben 92 Comuni e non solo la città di Napoli. La politica accentratrice del sindaco de Magistris, che se ne frega dei passaggi istituzionali previsti, lascia fuori 2 milioni di cittadini dagli interventi finanziati dal patto”.

Lo afferma il deputato M5S Luigi Gallo, presentando un’interrogazione depositata in Commissione Bilancio in cui si chiede al ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, e al presidente del Consiglio, Claudio Gentiloni di modificare il Patto per lo sviluppo per la Città Metropolitana di Napoli. L’interrogazione è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa nella sala Cirillo di palazzo Matteotti, sede della città Metropolitana di Napoli, dal deputato Luigi Gallo e da Danilo Roberto Cascone, consigliere metropolitano M5S.

Il Movimento Cinque Stelle rivela come i 308 milioni stanziati dal governo finanzino esclusivamente interventi previsti nel capoluogo partenopeo, lasciando fuori gli altri 91 Comuni. Altre Città Metropolitane del Mezzogiorno hanno invece impegnato importanti risorse per Comuni capoluogo con interventi diretti: 16,2 milioni Bari approvati dal Consiglio Metropolitano; 90 Cagliari; 55,62 Reggio Calabria.

“Attendiamo di conoscere le risposte dal ministro De Vincenti – spiega il consigliere metropolitano M5S, Danilo Roberto Cascone – in merito alla corretta distribuzione delle risorse previste dal Patto per Napoli. Non escluderemo altre azioni presso altri organi. Il sindaco de Magistris ha il dovere istituzionale di rappresentare tutti i Comuni dell’area metropolitana e non solo quello da lui amministrato. Ci auguriamo che per il prossimo futuro vengano avviati percorsi di partecipazione attiva a partire dalla definizione del Piano strategico di cui la Città metropolitana è ancora orfana”.