Grande successo di pubblico per la performance di James Senese, tenutasi lo scorso 6 settembre presso l’esedra di Villa Campolieto, in occasione della 29esima edizione del Festival delle Ville Vesuviane. Il concerto si colloca nell’ambito della fortunata tournée “Aspettanno ‘o tiempo”, dal titolo del doppio album live contenente i brani più noti dell’amatissimo sassofonista napoletano, oltre ad inediti come “Route 66” e “Ll’America”,  scritta da Edoardo Bennato, assieme alla versione di “Manha de Carnaval” intitolata “ Dint’ ‘o core”. Ad accompagnare Senese la mitica  band, nucleo di “Napoli Centrale”,  composta da Ernesto Vitolo alle tastiere, Gigi De Rienzo al basso e Agostino Marangolo alla batteria, formazione già collaudata nel disco “Nero a metà” di Pino Daniele.

E proprio l’omaggio al genio di Pino è stato uno dei momenti più coinvolgenti della serata: le note di “Chi ten ‘o mare”, introdotte da un accorato ricordo del grande cantautore scomparso, hanno incantato il pubblico. Le doti artistiche di James Senese, il suo vissuto e il suo forte legame con Napoli sono noti ai più, valicando davvero qualsiasi barriera anagrafica, sociale o geografica. Ma se, per una pura astrazione virtuale, si provasse a fingere di non sapere nulla di lui e della sua musica, l’ascolto dei suoi brani racconterebbe moltissimo . Racconterebbe di un’anima sensibile, divisa tra radici afroamericane ed una “napoletanità” autentica e profonda, così come racconterebbe di un talento innato, misto ad un continuo lavoro di ricerca musicale, di perfezionismo e di “Passione”, proprio come il titolo dello splendido film di John Turturro , di cui Senese fu uno dei protagonisti.

Probabilmente sono in pochi i grandi che con la loro arte riescono a raccontare di sé e della propria visione del mondo, più di quanto potrebbero fare mille libri o interviste. Di sicuro Senese è tra questi.

Marika Galloro