Pensieri liberi – L’espressione ricordata nel titolo appartiene alla legislazione latina: “unicuique suum”, a ciascuno il suo, ed è un principio base di quel diritto al quale si sono largamente ispirate tutte le moderne legislazioni. Per completare l’informazione, è anche un romanzo di Leonardo Sciascia, ma questa è un’altra storia…

A questo principio ha fatto largamente, e decisamente, riferimento ieri sera nell’intervista del dopo-partita di Bologna mister Gattuso. “Troppi, maestri” s’è lamentato “troppi che vorrebbero insegnarmi il mestiere, le formazioni da schierare, il modulo da adottare, eccetera eccetera… L’allenatore del Napoli sono io… Decido io e, se sbaglio, sarò sempre io a pagarne le conseguenze”. Troppo giusto, mister, più che sacrosanto, e chi si permette di discutere.

Però… Ecco, c’è un “però”, anzi ci sono più “però” da contrapporre alle sue considerazioni. Il calcio è bello proprio perché opinabile. Una delle “penne” più nobili del giornalismo nazionale, tempo fa scrisse: “Quanti siamo in Italia? Più o meno 60 milioni di abitanti? Ebbene, ci sono 60 milioni di Commissari Tecnici!” Forse il numero è esagerato, dobbiamo sottrarre ad esso i neonati, molte donne e tanti che dello sport pedatorio non s’interessano per nulla… Ma è il principio che conta. ‘A ciascuno il suo’ vale per tutti… Per questa ‘par condicio’, ogni tifoso, mister Gattuso, ogni sportivo, senza voler invadere il suo campo, senza presunzione, ha il diritto di dire la propria, di criticare… Qualcuno, con una certa spocchia, obietterà: sono chiacchiere da bar, servono ad alimentare le discussioni, le polemiche del lunedì mattina.

Sarà anche così, ma il calcio, che non è sport di élite, non è il golf, e neppure l’equitazione, non può fare a meno di queste ‘chiacchiere’, ed anche delle critiche. Ieri sera, a Bologna, per esempio, mister Gattuso, non abbiamo condiviso alcune sue scelte ed alcune sue affermazioni. Il Napoli, per circa ottanta minuti, ha dominato la partita in lungo e in largo, ma non è riuscito a ‘chiuderla’. L’attacco non funziona più come una volta, si tira poco e male in porta (questione di ‘scarsa forma’ di alcuni, vedi Mertens? Di modulo? Ecco, questo è un problema di sua esclusiva pertinenza, mister!). Ciò nonostante, tutto procedeva tranquillamente, il Bologna non c’era, in campo. Ma lei, mister, improvvisamente, che ti fa? Toglie quasi contemporaneamente dal terreno di gioco Mertens, Insigne, Lozano ed Osimhen, per cui i difensori ed i centrocampisti avversari, più tranquilli, si riversano tutti in avanti. Dieci minuti da incubo! Solo dei veri e propri ‘miracoli’ di Ospina (preferiamo definirli così, i colpi di quella parte del corpo umano che non è elegante citare) hanno evitato il pareggio dei felsinei. E ancora: Mario Rui e Goulham sono stati mandati in tribuna. Mister, le chiediamo: era proprio il caso di rimarcare che s’è trattata d’una punizione, come quelle che si comminavano, tanti anni fa, a scuola, ai bimbetti disubbidienti e poco volenterosi? Ha anche detto che, martedì mattina, sul campo, tutto sarà dimenticato. Forse per lei è così, ma sarà lo stesso anche per i “due reprobi”, mortificati e ‘denunciati’ in diretta televisiva?
Ernesto Pucciarelli