Pensieri liberi – Quando ci troviamo al cospetto di una situazione difficile da comprendersi, misteriosa, si è soliti usare l’espressione: è un busillis! In effetti, di misterioso, in questo termine non c’era proprio niente, ma ci vollero secoli per scoprirlo! Si trattava semplicemente di un colossale errore, commesso dai monaci amanuensi del Medioevo nel ricopiare un passo del Vangelo. Fu il teologo Giovanni di Cornovaglia, a scoprirlo.

La frase incriminata era questa: ‘in die busillis’, ma che cosa fosse questo benedetto busillis, nessuno lo sapeva! Il teologo intuì l’errore. Era successo che il primo trascrittore della frase l’aveva ricopiata male: era scritto semplicemente ‘in diebus illis’ (in quei giorni), e lui distaccando “die” da “bus” e unendo questo al successivo “illis”, aveva creato l’inesistente busillis. Il mistero fu risolto, ma ancora oggi il termine è in voga, e si adatta benissimo all’attuale realtà del Napoli. Qual è il ‘male oscuro’ che attanaglia gli azzurri, dal quale sembra non vogliano assolutamente guarire? Procediamo con ordine. La prassi è stata rispettata: l’esonero di Ancelotti è cosa ormai compiuta, e su questo nulla da eccepire. Forse, non condividiamo i ‘tempi’. Se l’avesse fatto prima, sarebbe stato più che giustificato, ma dopo la discreta prestazione nella ripresa ad Udine e la successiva qualificazione agli ottavi di Champions un’altra opportunità a mister Carlo poteva anche essere concessa…

Evidentemente, la decisione era già maturata in ADL. Ed ecco ‘Ringhio’ Gattuso, un giovane, come definirlo? Di belle speranze? Ok, nessun paragone con il suo predecessore, né come curricolo e tanto meno come esperienza. Però, a volte… Anche Sarri, ricordiamolo, era quasi uno sconosciuto, prima della sua venuta a Napoli, ancor più di quanto non lo sia il ‘ragazzo di Calabria’!
Nessuno si aspettava miracoli, ieri sera, al San Paolo. Il ‘Ringhio’ aveva preso in mano la squadra solo da pochi giorni. Ma riteniamo che nessuno si aspettasse neanche la prestazione del Napoli di ieri: uno spettacolo indecoroso! Neppure nelle partitine tra scapoli e ammogliati si assiste a simili scempi, figuriamoci se sono ammissibili in Serie A, da parte di una squadra che, fino a pochi mesi fa, veniva osannata per la sua organizzazione e per il bel gioco!

La difesa e il centrocampo, un vero, totale, disastro: ad ogni ripartenza il Parma poteva andarsene tranquillamente in porta, e se ha segnato ‘solo’ due reti bisogna ringraziare il solito San Meret e l’imprecisione delle punte ducali. E che dire dell’attacco? Insigne è stato, giustamente, fischiato sonoramente dal pubblico, al momento della sua sostituzione, ma – facendo un’eccezione per Milik – anche tutti gli altri avrebbero meritato lo stesso trattamento.
Uno ‘scadimento’ di forma, nell’arco di un campionato, ci può stare… Difficile, però, che capiti a tutta la squadra, contemporaneamente. E allora? Che cosa è successo al Napoli? E’ stato detto che ‘remava contro’ l’allenatore. Da quello che s’è visto ieri sera, non diremmo che fosse quello, il problema… Allora, il bersaglio è De Laurentiis? Per quella storia delle multe? Neppure questo ci convince…
Di certo, non vorremmo essere nei panni del buon Gattuso: riuscirà, in tempi non proprio biblici, a venire a capo del suo ‘busillis’? Noi gliel’auguriamo, di tutto cuore, perché la strada intrapresa dal Napoli è estremamente pericolosa, un vicolo angusto, tortuoso e intricato, dal quale non sarà per niente facile uscire!
Ernesto Pucciarelli