L’ultima vittima della strada del pericolo è stata una scolaretta di 8 anni
Sfiorata la tragedia in via Curtoli: una bambina è stata investita da uno scooter e, solo per fortuna o per miracolo, non ha subito sorte peggiore. L’incidente è avvenuto il giorno 17 ottobre scorso, verso le 13:30, proprio quando uscivano da scuola gli alunni della Giovanni Paolo II. Secondo una ricostruzione fornita da alcuni testimoni, la bambina, di circa 8 anni, è uscita da poco da scuola e nel vedere la cuginetta, coetanea, sull’altro versante della strada, impulsivamente, lascia la mano della madre per raggiungerla. Lo scatto incontrollato non ha dato la possibilità alla donna, 40enne, alla guida dello scooter di frenare in tempo. Inevitabile, quindi, l’investimVia-Curtoli_Incidente_2013ento della giovane scolaretta. Sul posto accorrono i Carabinieri e l’ambulanza del 118. Per fortuna, nulla di grave: la bambina riporta 6 punti di sutura sul labbro mentre per la conducente dello scooter, caduta dopo la brusca frenata, qualche giorno di riposo. Secondo gli inquirenti, coordinati dal comandante Francesco Di Maio, si è trattato di un caso fortuito. Ma le polemiche non si placano: gli abitanti di via Curtoli contattano la nostra redazione segnalandoci che quello del 17 ottobre è l’ennesimo incidente che capita in quel tratto di strada. Inoltre, i residenti comunicano di aver scritto più volte all’amministrazione comunale per segnalare i rischi che corrono i pedoni (e non solo) nel percorrere quella strada. Rischi dovuti all’assenza dei marciapiedi, da sempre promessi dai politici di turno e mai realizzati. A far comprendere agli amministratori che il tratto è a rischio non è bastato nemmeno il tragico incidente dell’1 ottobre del 2008, dove, a causa del ribaltamento di un camion, perse la vita un uomo e furono ferite cinque persone. Nel 2010 fu ripristinato il doppio senso di marcia e fino ad oggi non è stato fatto nulla per mettere in sicurezza i pedoni che percorrono via Curtoli ed i bambini che escono da scuola realizzando marciapiedi.
Antonio Civitillo.
Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 23 ottobre 2013