Napoli – Nell’ambito degli interventi programmati con il Comando Centrale della Polizia Municipale, nei giorni scorsi sono stati effettuati controlli per sversamenti illeciti di rifiuti speciali.
Nello specifico, al Corso San Giovanni nei pressi del civico 731, gli Agenti notavano un veicolo Piaggio Porter il cui conducente era intento a sversare sulla pubblica via materiali di risulta e rifiuti speciali (una lavatrice e materiale ferroso).

Gli Agenti della Polizia Locale chiedevano al conducente, di esibire i propri documenti e di raccogliere quanto illecitamente sversato, nel mentre si eseguivano gli accertamenti sulla persona e sul veicolo, giungeva sul posto il padre del giovane, che immediatamente inveiva contro gli Agenti, appena appreso che il veicolo sarebbe stato sequestrato. Sul posto giungeva anche un’altra persona che, appena arrivata, aggrediva fisicamente uno degli Agenti. Gli Agenti nel frattempo riuscivano a trarre in arresto i due soggetti per resistenza, oltraggio, lesioni e concorso tra i due.

Dagli accertamenti effettuati, successivamente, uno degli arrestati tale C. P. di anni 48 residente a Portici, risultava avere precedenti per contrabbando, mentre il padre del trasgressore tale P.A. di anni 49 residente a Portici, risultava essere pregiudicato per numerosi reati con pene detentive e reati specifici per sversamenti illeciti di rifiuti speciali con resistenza, lesioni ed altro. Il Piaggio Porter veniva sequestrato per il D.lvo 152, e per la reiterata circolazione senza assicurazione. Anche il veicolo con cui era giunto il C.P., veniva sequestrato per la mancata copertura assicurativa. Il trasgressore P. G. , datosi alla fuga, veniva denunciato per lo sversamento dei rifiuti speciali e per guida reiterata senza patente.



Gli Agenti ricorrevano alle cure mediche presso il Nosocomio Ospedale del Mare, dove venivano giudicati guaribili entro 15 giorni. IL P.M. di turno, disponeva per i due gli arresti domiciliari e l’accompagnamento per la mattina successiva presso il Tribunale di Napoli, per il rito direttissimo, all’esito del quale venivano condannati a 8 mesi ciascuno, con pena sospesa, per aver aderito al rito abbreviato.