Nuovo terremoto nel mondo dello shipping torrese. A tremare, questa volta, sono stati alcuni soci della “Rizzo- Bottiglieri – De Carlino armatori spa”. Il sequestro preventivo per equivalente di beni immobili, denaro ed altre liquidità nella disponibilità degli armatori Giuseppe Mauro Rizzo e Michele Bottiglieri nonché di Guardia-di-Finanza-117Rosaria Savastano (moglie di quest’ultimo) è stato eseguito, su disposizione del Gip, dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Napoli.
La scossa ha avuto inizio quando le Fiamme Gialle, nell’ambito di una inchiesta della Procura oplontina, hanno dato esecuzione ad un decreto col quale è stato disposto un sequestro preventivo di beni immobili fino ad un valore di circa 28,7 milioni di euro. Oltre ai beni immobili, nella rete del sequestro preventivo sono finiti anche alcune somme di denaro ed altre liquidità trovate nella disponibilità dei due armatori e della moglie di uno dei due. Alla suddetta operazione, i militari delle Fiamme Gialle ci sono arrivati dritti dritti dopo aver eseguito una verifica volta a smascherare l’evasione fiscale. Dalla verifica, infatti, sono emerse imponenti operazioni finanziarie. I riflettori degli inquirenti, in particolare, si sono accesi anche in relazione a movimentazione con società di diritto estero di fatto riconducibili alla società armatoriale di Torre del Greco. Del tutto estranea al provvedimento è la società stessa che ha sede in via Olivella, la quale ha diramato una breve nota per dichiarare che col sequestro preventivo non ha proprio nulla a che fare: “La società “Rizzo Bottiglieri De Carlini Armatori Spa” – si legge – è del tutto estranea al provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale di Torre Annunziata”. Una netta separazione, quindi, tra la società in quanto soggetto giuridico e i soci in quanto singoli soggetti.