Su conti svizzeri sono stati intercettati circa 400 milioni di euro appartenenti agli armatori corallini
Sono liberi i fratelli Della Gatta. I due armatori che costituivano una costola del gruppo Deiulemar, tornano in libertà. Angelo e Pasquale Della Gatta hanno fatto ritorno a casa per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Per loro adesso c’è l’obbligo di dimora a Torre del Greco, oltre che l’obbligo di restare tra le mura domestiche dalle ore 22 alle 7 del mattino. I Della Gatta erano gli unici due imputati ancora in cella nel fallimento di oltre 700milioni di euro che ha coinvolto il colosso armatoriale di Torre del Greco. Intanto quella Deiulemar-Navedi martedì 19 novembre è stata una giornata importante anche per un’altra rilevante notizia, stavolta dal gusto più dolce. Su conti svizzeri sono stati intercettati circa 400milioni di euro appartenenti agli armatori corallini. La firma è quella di Giovanna Iuliano, erede legittima dello storico “Capitano” Michele Iuliano alla guida della Deiulemar Compagnia di Navigazione. Una parte del paradiso fiscale degli armatori torresi che h anno mandato sul lastrico tredicimila famiglie è, dunque, in terra elvetica.
La conferma arriva direttamente dal Ministero della Giustizia Italiano. Tutto è partito con l’appello fatto al ministro Annamaria Cancellieri dal deputato del Movimento 5 Stelle, Luigi Gallo. La vicenda Deiulemar è stata discussa in sede parlamentare ed è arrivata all’attenzione del ministro a causa della gravità dei fatti, e dell’invito ad indagare avanzato proprio dal deputato di Torre del Greco. Da lì il via ad una serie di indagini compiute dal Ministero e condotte con la collaborazione delle autorità svizzere, in particolare della Procura Generale di Lugano e l’Ufficio Federale di Polizia MROS, che hanno portato alla luce il sequestro, già ottenuto, presso tre banche svizzere della somma totale di circa 400 milioni di euro depositati su conti correnti riferibili agli imputati nella vicenda Deiulemar. I conti correnti in questione sono stati bloccati in seguito ad indagini effettuate dalla stessa Procura di Lugano nei confronti di Giovanna Iuliano con l’accusa di riciclaggio. Notizia, questa, che conferma le ombre sulla famiglia Iuliano già avanzate negli anni scorsi dall’ex procuratore capo Diego Marmo. Era il 1998, infatti, quando fu aperta un’inchiesta dopo il ritrovamento di obbligazioni emesse dalla Deiulemar e finite in possesso di usurai e noti pregiudicati di Torre del Greco. Allora, Michele Iuliano fu iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di riciclaggio, salvo poi essere completamente scagionato d a ogni accusa. Oggi quell’ombra ritorna prepotente sul nome della famiglia di armatori e su quello dell’ex compagnia di navigazione, ma al tempo stesso toglie ogni ipotesi popolana relativa ad un presunto conto di oltre un miliardo di euro versato presso la banca elvetica Arner, con sede a Lugano. I soldi dei Iuliano, fino ad ora ritrovati in Svizzera, corrispondono solo (si fa per dire) ai 400 milioni segnalati dalla Procura Generale di Lugano, e sono peraltro al momento bloccati in quanto subordinati all’esito delle opposizioni che gli imputati h anno proposto dinanzi all’autorità giudiziaria elvetica. Vano, poi, è stato il tentativo formulato dal Mini- stero italiano di richiedere un controllo dei conti correnti presso tutte le banche svizzere. “Pur non opponendo ostacoli all’esecuzione di rogatorie nell’ambito di un procedimento penale avente oggetto bancarotte aggravate, truffe ai danni dello Stato e riciclaggio”, scrive ancora il Ministro Annamaria Cancellieri al deputato Luigi Gallo, “è stato risposto negativamente soltanto alla richiesta di individuare, su tutto il territorio nazionale, conti correnti bancari intestati agli imputati o a società a loro riferibili”.

Un problema che sarà ovviato dalla nuova legge approvata lo scorso 9 ottobre dal Consiglio Federale Svizzero e che obbliga gli istituti di credito elvetici a far cadere il famoso “ segreto bancario” e fornire i dati sui loro correntisti esteri alle autorità straniere che ne fanno richiesta. “Il Ministro di Giustizia – ammette Luigi Gallo, deputato M5S – finalmente si interessa di una vicenda enorme quale è la colossale truffa Deiulemar, che è un caso che ha bisogno di attenzione nazionale come le tante truffe finanziarie che in Italia hanno avuto la ribalta mediatica. Ora spettiamo che anche il servizio pubblico e le tv priva- te accendano i riflettori. Gli obbligazionisti e alcun i avvocati hanno salutato positivamente la notizia del sequestro di 2 conti correnti per un totale d i 400 milioni, ma bisogna assolutamente seguire la vicenda anche giuridicamente per verificare la possibilità che queste risorse siano di risarcimento verso i creditori deboli della società. Mi chiedo se i curatori fallimentari siano a conoscenza di questi conti correnti poiché sembra che il ministro non abbia ottenuto queste informazione dalle procure competenti”. Il lavoro del Governo italiano, “salvo ulteriori aggiornamenti”, per quanto riguarda i legami con la Svizzera per ora si ferma qui. Ma i 400milioni di euro già bloccati a Lugano potrebbero rappresentare un ottimo risultato per le speranze degli obbligazionisti.

Salvatore Formisano

 

Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 27 novembre 2013