A cinquanta anni dalla beatificazione di don Vincenzo Romano, torna in scena il musical dedicato al prete divenuto simbolo della città di Torre del Greco. “Don Vincenzo Romano – Lu prevete faticatore” è la riproposizione teatrale in musiche e testi della vita del preposito curato della parrocchia torrese, le cui gesta ancora oggi toccano i cuori del popolo e si ergono nel centro della piazza Santa Croce.

Beato-Vincenzo-Romano-LocandinaPortato in scena negli ultimi cinque anni, il musical ha lo spirito semplice e campanilistico del suo protagonista, pur peccando in audacia nel disegnare i tratti del “prete faticatore”, che prima di essere figura del clero fu innanzitutto sprone per il popolo, formatore dei ragazzi, curatore di malati ed assistente dei bisognosi.

La regia di Nicola Di Lecce, maestro internazionale del folklore napoletano, ha le scenografie metamorfiche di Salvatore Di Lecce e la musica ecclesiastica che riprende il verbo del Beato.

Frasi celebri come “Fate bene il bene” e “Fede Viva! Fede viva!” sono anche nei testi scritti da Vincenzo Nocerino, Gennaro Borriello e don Aniello Di Luca ed interpretati da Michele Giordano, abile nel gestire la scena per l’intero secondo atto.

Di forte impatto emotivo sono l’intro e la chiusura del primo atto, mentre strappa applausi al pubblico il finale dedicato alla beatificazione del parroco che fu definito da Papa Giovanni Paolo II “il più illustre figlio di Torre del Greco”. Il contorno è fatto del racconto di fede di Vincenzo Romano, dei suoi voti e del suo credo, e qualche immagine (troppo poche in verità) dedicata alla forza d’animo dimostrata nel ricostruire quella che oggi è la Basilica di Santa Croce e nel salvare le anime popolane con l’uso della “sciabica”.

La formula musical alla fine funziona grazie alla verve partecipativa di un gruppo di giovani di varie comunità torresi, e lo scopo di tenere viva la memoria di Vincenzo Romano nel 50enario della sua beatificazione risulta per questo ampiamente raggiunto.
Salvatore Formisano

 

Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 27 novembre 2013