Inviata una missiva al Presidente del Consiglio Monti e ai Ministri per non fa morire la società

Intanto il personale tutto della Shipping si attiva per non far morire la società. E’ di queste ore l’invio di una lettera da parte di tutto il personale di bordo della Deiulemar Shipping Spa, società ormai in liquidazione. Il documento è indirizzato al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro Infrastrutture e Trasporti, al Ministro Economia e Finanze, al Ministro Lavoro e Politiche Sociali, al Ministro Sviluppo Economico, al Presidente Regione Campania, al Presidente Provincia di Napoli, al Sindaco di Torre del Greco, alla Segreteria Nazionale CGIL, alla Segreteria Nazionale CISL, alla Segreteria Nazionale UIL ed agli organi di stampa.
Di seguito il testo integrale del documento:

Egregi Presidente del Consiglio Monti e tutti i Ministri indirizzati,
Noi dipendenti della Deiulemar Shipping S.p.a. in Liquidazione e marittimi tutti imbarcati sulle unità navali della flotta Le scriviamo per sensibilizzarLa sulla situazione in cui versiamo.

Come probabilmente a Sua conoscenza per quanto riportato dagli organi di stampa negli ultimi mesi, la società per cui lavoriamo, la Deiulemar Shipping S.p.a. in Liquidazione con sede in Torre del Greco (NA) in Via G. Marconi n° 26, a seguito di varie vicissitudini, in data 02.10.2012 ha presentato istanza di fallimento al Tribunale di Torre Annunziata (NA) allegata in copia.

Ci permettiamo di illustrarLe brevemente le varie tappe che hanno determinato tale ultima azione.
Dal mese di Gennaio 2012 anche la nostra società ha subito gli effetti di una crisi mondiale nel settore dei trasporti marittimi aggravata nel nostro caso da altri fattori esterni alle dinamiche di mercato. La strategia adottata dagli organi societari è stata in un primo momento indirizzata verso una ristrutturazione dei debiti aziendali per cui si è fatto ausilio di società esterne, all’uopo nominate, per individuare le più opportune strade da percorrere in un’ottica di risanamento finanziario. Il perdurare nonché peggiorare di tale crisi ha fatto sì che dovessero esser prese in considerazione anche ulteriori strategie. In particolare si è lavorato prima su una proposta di concordato preventivo prosecutorio e poi, a seguito di ulteriori altri avvenimenti, ad un concordato preventivo liquidatorio presentato a fine Luglio alla Sezione Fallimentare del Tribunale di Torre Annunziata (NA). Purtroppo il verificarsi di variazioni consistenti negli assetsdella società non hanno più consentito la continuazione di tale programma con conseguente e pressoché inevitabile richiesta di istanza di fallimento nonostante l’impegno ed il lavoro profusi dall’attuale liquidatore nonché ex amministratore della società.

Noi dipendenti avevamo riposto tutte le nostre speranze nelle suddette procedure concordatarie ed a questo comune obbiettivo abbiamo lavorato giorno e notte tutti assieme fiduciosi nel positivo risultato finale e con la speranza che tali scelte strategiche aziendali fossero le migliori percorribili ai fini della continuazione dell’attività e del conseguente mantenimento occupazionale.

La società, nata solo nel 2005, è arrivata in un triennio a raggiungere un fatturato di oltre 750 Milioni di Euro. Mediamente abbiamo avuto un volume di fatturato proveniente da fornitori italiani pari a circa 70 Milioni di Euro. Nel 2008 è stata la prima società armatoriale in Europa ad ottenere un riconoscimento per l’eccellenza gestionale ambientale con registrazione EMAS. Nel 2010 è stata premiata come primo operatore di trasporto di carichi secchi in Italia con il premio Lloyds List Italian Shipping Awards. Noi tutti riteniamo con orgoglio che tali riconoscimenti siano stati ottenuti dalla società anche grazie alla nostra abnegazione al lavoro.

Siamo certi, quindi, di avere tutte le competenze professionali per continuare ad operare ed altresì sicuri che un allentamento della morsa negativa dei mercati possa consentirci la prosecuzione delle attività.
Inoltre, dai dati sopra riportati, siamo convinti che un’eventuale chiusura della nostra società produrrebbe un danno enorme all’intera economia italiana e soprattutto siamo fiduciosi che Lei vorrà individuare una diversa soluzione alternativa alla cessazione dell’attività. Teniamo precisare che è nostra opinione che un’immediata liquidazione degli assets in questo particolare momento potrebbe essere un danno anche per i nostri creditori.

E’ per questo motivo che soltanto oggi abbiamo deciso di inviarLe tale accorata lettera chiedendoLe il Suo personale interessamento alla nostra vicenda che ad oggi mette a rischio il futuro occupazionale di 33 dipendenti amministrativi, circa 450 marittimi oltre all’indotto di fornitori ed aziende che a vario titolo interagiscono con noi.

Sicuri di un Suo pronto interessamento ed intervento al fine di perorare la nostra causa, fiduciosi porgiamo distinti saluti.

I DIPENDENTI DELLA DEIULEMAR SHIPPING S.P.A. In liquidazione