Ci vuole chiarezza: si riuscirà a tutelare gli investitori o solo le casse dello Stato? Quali i tempi?

Martedì 20 novembre i risparmiatori coinvolti nel crac Deiulemar sono tornati in piazza. Il tam tam è iniziato dal Web qualche settimana fa e la città si ritrova tappezzata di locandine: "La Deiulemar ha ucciso le persone oneste, la procura le ha seppellite! Affinché la giustizia si ricordi di noi. Affinché possa ritornare la serenità. Difendi i tuoi diritti, scendi in piazza con noi".
Uno slogan forte, ma dettato anche dalla disperazione, dalla scarsa chiarezza, dal sequestro ad orologeria (vedi articoli precedenti) a quelli per evasione fiscale.
Gli obbligazionisti iniziano a prender coscienza che per loro rimarranno le briciole e, forse, nemmeno quelle. E’ un manifesto forte che chiede solo chiarezza ed è una semplice richiesta d’aiuto. Ci vuole chiarezza da parte di tutti, dalla Procura, del Tribunale fallimentare e dagli avvocati: quali le possibilità che gli obbligazionisti (e specialmente quelli del mondo parallelo) recuperino qualcosa? Quali i tempi? Si riuscirà a tutelare gli investitori o solo le casse dello Stato?
Il corteo parte alle 15.30 in piazza Santa Croce per arrivare in via Tironi, dove ha sede Deiulemar Compagnia di Navigazione Spa.

Indagato: A sfiduciare ancor di più gli obbligazionisti, per la serie le sorprese non finiscono mai, è stata la fulminea revoca di uno dei curatori della Shipping perchè indagato. E’ stato sollevato dall’incarico il napoletano Luciano Bifolco, indagato sembrerebbe per la vicenda Enerambiente.
Ricordiamo che l’intera curatela era stata nominata dal giudice Massimo Palescandalo, del Tribunale fallimentare oplontino, comunque continuano a lavorare gli altri due curatori: il salernitano, Giovanni Alari e il milanese Maurizio Orlando.
Appello fallimento: Giunge ed arriva proprio in questi giorni un’altra notizia, la Deiulemar Compagnia di Navigazione Spa è stata dichiarata fallita dal giudice Celentano della Corte di Appello di Napoli.
Il Giudice ha rigettato i due ricorsi presentati dai legali degli armatori per cancellare la sentenza di maggio scorso pronunciata dal giudice fallimentare Palescandolo. Una doccia fredda per gli armatori e per quei tanti obbligazionisti che credono che il fallimento non porterà nulla nelle tasche dei risparmiatori.
Rito immediato: La Procura di Roma accellera e chiede il rito immediato. Infatti il PM, Paolo D’Ovidio, della Procura di Roma (inchiesta trasferita, da Torre Annunziata, quando si è appreso che tra gli obbligazionisti c’è un giudice napoletano) ha chiesto al GIP Anna Maria Fattori, di poter giudicare gli imputati attraverso il rito immediato. A breve sapremo se il GIP accoglierà la richiesta del PM romano.
Antonio Civitillo

Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 21 novembre 2012