Bim bum bam. Dopo Ciro Borriello e Ciro Attaianese, ecco spuntare il terzo nome per la corsa a sindaco nel centrodestra: si tratta dell’ex sindaco Valerio Ciavolino. Infatti, mormorii che arrivano direttamente dalle parti di S. Antimo raccontano di un possibile accordo tra l’ex primo cittadino azzurro e l’onorevole Luigi Cesaro per far eleggere il figlio di quest’ultimo (Armando) alle Regionali dell’anno prossimo. Ovviamente, la moneta di Valerio-Ciavolinoscambio richiesta da Ciavolino sarebbe la candidatura a sindaco. Proprio stasera, nella sede del comitato elettorale di Giovanni Palomba (Fi), è prevista una nuova riunione del centrodestra. Oltre ai rappresentanti delle 14 sigle presenti l’ultima volta (Udc, Ncd, Torre libera, Pri, Noi sud, Nuovo Psi, Mir, Prima Torre Prima, Fdi, Fi, Borriello sindaco, La svolta, Civica per Torre e Nova civitas) è prevista anche la presenza del coordinatore provinciale di Forza Italia, Antonio Pentangelo (fedelissimo di Cesaro). Questa, secondo alcuni, sarebbe la prova provata che quel che si dice in giro sia vero. Ma ad una possibile candidatura di Valerio Ciavolino, alcuni rappresentanti delle liste sedute al tavolo del centrodestra hanno tacciato la cosa come una riproposizione del passato, o meglio “una minestra riscaldata che non dà sapore al dibattito politico”. In più, esponenti dell’Ncd fanno sapere che “c’è bisogno di discontinuità” e che il candidato a sindaco deve essere una persona che “non abbia già svolto il ruolo di primo cittadino”.

Se le voci che circolano dovessero trovare conferma, ci potremmo trovare nell’ipotesi assurda di avere almeno quattro candidati sindaci solo nel centrodestra. Infatti, è facile presagire che, a queste condizioni, Ciro Borriello possa sfilarsi dal tavolo con le sue liste e correre per la carica di sindaco senza l’appoggio di Forza Italia. Dall’altra parte anche l’Ncd e Udc sarebbero tentati di portare avanti una propria candidatura. E, per finire, ci sarebbe anche la candidatura di Filippo Colantonio, che solo pochi giorni fa ha ribadito che, se non dovesse esserci un candidato unitario, è pronto a scendere in campo, spinto dalla sua lista Prima Torre Prima.
Alfonso Ancona