A dirigere l’importante polo culturale è Luigi Amodio, torrese d’adozione
Forse non tutti sanno che, dopo il devastante incendio doloso che il 4 marzo 2013 ne distrusse gran parte, dallo scorso 7 novembre sono riprese le attività espositive di Città della Scienza. E non tutti saranno a conoscenza del fatto che la Fondazione IDIS Futuro Remoto- Città della Scienza sono dirette da Luigi Amodio, un torrese d’adozione che, sebbene nato a Napoli, ha vissuto fino ai 3 0 anni a Torre del Greco, dove è cresciuto e si è formato culturalmente, presso il liceo classico “Gaetano De Bottis”. E’ dunque un vanto per la nostra città avere un concittadino a dirigere uno d ei poli culturali di maggiore spicco in Italia. Le recenti cronache hanno portato alla ribalta Città d ella Scienza per il rogo in cui a marzo fu devastato lo Scienze cervelloCentre, la spina dorsale del complesso: la notizia rimbalzò in tutti i giornali del mondo, suscitando grande sgomento e rabbia. Il complesso, infatti, rappresenta un’eccellenza della Campania e un orgoglio nazionale. Tuttavia, anche grazie all’impegno e all’energia di Luigi Amodio, in tempi strettissimi l’attività espositiva è ripartita con una splendida mostra-evento dal sottotitolo programmatico: “Brain il mondo in testa Ricominciamo col Cervello”. Come nella tradizione di Futuro Remoto, giunto alla sua XXVII edizione, anche quest’anno il tema scelto ha grande rilevanza culturale e le modalità dell’allestimento sono all’avanguardia. La kermesse è stata realizzata con la collaborazione del National Iinstitute of Health, la Society for Neuroscience e la Dana Alliance for Brain Initiatives, in occasione dello Human Brain Project e la Brain Initiative, lanciati rispettivamente dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti. Abbiamo incontrato il dott. Amodio e gli abbiamo posto qualche domanda.
Dott. Amodio, questa mostra è una grande ripartenza e un grande segnale di vitalità per Napoli. Ma a che punto sono le indagini?
Le indagini sono tuttora in corso e, a nove mesi dall’incendio, purtroppo nulla ci è stato reso noto. Naturalmente, ci rendiamo conto che la portata di questo evento richiede indagini accurate e quindi l unghe, ma davvero tutti noi, management e lavoratori, non vediamo l’ora di sapere qualcosa sulle cause, i moventi, i mandanti, gli esecutori di questo orribile atto. Siamo letteralmente precipitati in u n “giallo” – che non avremmo mai pensato di vivere – e purtroppo più che ribadire tutta la nostra f iducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine, su questo fronte possiamo solo continuare a s ostenere, come abbiamo sempre fatto, la diffusione della cultura della legalità e del lavoro tra le giovani generazioni.
Come è stato possibile riallestire la XXVII di Futuro Remoto a tempo di record e proprio lì dove l’incendio aveva distrutto lo Science Center?
Grazie al sostegno dei cittadini e dei privati – che è stato immenso! Si pensi che circa 400mila tra cittadini, istituzioni, ecc. hanno donato qualcosa per la ricostruzione – abbiamo riaperto quello che chiamiamo “lotto 0” e che speriamo sia solo il primo passo verso un ritorno al 100% delle funzioni originarie di Città della Scienza. Per ora possiamo presentare al nostro pubblico la mostra Brain, sul cervello e le neuroscienze; la mostra sui dinosauri e le loro abitudini genitoriali; una splendida collezione di exhibit interattivi dall’Exploratorium di San Francisco; le aule didattiche con le nostre attività educative; e poi servizi di ristorazione e lo shop, oltre che il Teatro Galilei 104. Insomma, tutto ciò che occorre per far trascorrere una giornata piacevole e istruttiva ai nostri visitatori, siano essi scuole o famiglie. Poi, ovviamente, vi sono tutte le attività di “back office”, quelle che il pubblico pagante non vede ma che ci contraddistinguono da anni tra le principali istituzioni europee per la diffusione della cultura dell’innovazione. I nostri ricercatori sono inseriti in numerosi progetti di ricerca europei; abbiamo di recente organizzato l’incontro tra il nostro Ministro Carrozza e il suo omologo cinese a Pechino; il nostro incubatore di start up accoglie piccole imprese napoletane che operano a livello mondiale: non tutti sanno, ad esempio, che i sistemi di controllo della metropolitana di Copenhagen e Stoccolma si progettano proprio a Città della Scienza! Insomma, nonostante lo scenario di crisi e i sacrifici che anche noi siamo stati costretti a fare per i tagli ai finanziamenti pubblici (cassa integrazione per i dipendenti e autoriduzione dello stipendio per i dirigenti) e continuiamo a fare con soddisfazione il nostro lavoro.
Cosa sente di dire ai torresi, i suoi amati concittadini?
Sono nato a Napoli, ma ho vissuto fino ai 30 anni a Torre del Greco, dove sono cresciuto e mi sono formato. A Torre oggi vive la mia famiglia (che ogni settimana vengo a visitare) e dove ancora ho molti amici che frequento regolarmente. Torre insomma rimane la mia città e confesso tutta la nostalgia per gli anni che vi ho trascorso. Il mio unico rammarico è non aver mai potuto, in questi anni, stabilire una connessione più solida con le attività di Città della Scienza. Speriamo di fare qualcosa in futuro.

Marika Galloro

Articolo pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 11 dicembre 2013