Senzatetto “occupa” una piazza per avere un alloggio. L’altra notte, Francesco Scala si è sdraiato nel bel mezzo della strada che costeggia piazza Palomba. Sono intervenuti carabinieri e poliziotti a cercar di far ragionare il senzatetto, ma quest’ultimo non ha voluto sentir ragione finché non è arrivato sul posto il Francesco-Scala-vive-in-strada-2014vicesindaco Donato Capone. Il rappresentante dell’amministrazione Borriello ha predisposto che, momentaneamente, l’uomo possa essere ospitato da una struttura alberghiera. Infatti, con la mediazione degli assistenti sociali, Francesco Scala, per i prossimi 5 giorni sarà ospite della struttura alberghiera “Agate” di Boscotrecase. Poi, dallo staff del vicesindaco Capone, fanno sapere che nei prossimi giorni sarà allo studio un provvedimento in deroga al regolamento comunale per trovare una soluzione a più lungo termine. Ricordiamo la storia del senzatetto. Francesco Scala, 48 anni, un tempo operaio metalmeccanico a Reggio Emilia, ha perso tutto dopo la morte della madre, tanto da non poter più pagare l’affitto e per questo è finito in strada, o meglio, in piazza.
Tutti in città lo conoscono, eppure fino ad oggi, nessuno sembra aver capito la sua reale situazione, fatta di stenti e vergogna, quella stessa vergogna che però non lo ha fermato nel chiedere aiuto non gli ha impedito di chiedere aiuto al Comune torrese, senza però ricevere le risposte che si aspettava, almeno fino a ieri. “Mi mancava la mia città – diceva Francesco, spiegando tempo fa il motivo che lo ha spinto a lasciare l’Emilia Romagna per far ritorno a casa – e anche mia madre. Ho deciso di tornare, di provare a costruirmi un futuro qui, stando vicino alle persone che mi hanno voluto bene”. Ma purtroppo qui, da noi, la crisi ha colpito più di altre parti. Anche quel poco che c’era, è scomparso: e per Francesco non sono rimaste nemmeno le briciole.
Storie come queste purtroppo se ne contano a centinaia, gente che un tempo viveva con dignità e da un momento all’altro non ha più niente. Sono i nuovi poveri, gli invisibili che la crisi ha portato a perdere via via il lavoro e quelle poche sostanze risparmiate per una vita intera. Persa la casa, Francesco ha trovato dimora in macchina, ma con l’avvento delle strisce blu, anche questa casa di fortuna le è stata portata via. Persa l’auto decide prima di cercare riparo nei capannoni abbandonati dei cantieri navali e poi di spostarsi nella piazza, sopra una panchina, vicino alla strada dove un tempo abitava con la madre: piazza Luigi Palomba. E in questa piazza che, ieri sera, Francesco ha cercato il gesto plateale per sapere il suo stato di disagio alla politica locale. Orrori del genere ci ricordano che la sofferenza non è sempre lontana da noi. Non bisogna guardare all’Africa o al cosiddetto Terzo Mondo per trovare storie di disagio estremo.
A volte basterebbe guardarsi intorno, e provare a dare una mano a chi ci è vicino. Inviare un sms per solidarietà e spendere due euro serve a poco, se non si riesce ad offrire un pezzo di pane a chi ne ha bisogno.
Alan