Dopo che l’ex presidente del consiglio comunale, Filippo Colantonio, ha chiesto l’annullamento della convocazione della riunione consiliare del 4 febbraio per un “errore di interpretazione normativa dovuta all’inesperienza del ruolo” del suo successore alla carica di presidente, l’avvocato Gaetano Frulio. Ecco che a stretto giro arriva la replica del neo presidente del consiglio comunale Frulio che parla di un ritardo di appena quattro giorni da “quanto normato nello statuto” che porta a un risparmio di 2000mila euro alle già tanto risicate casse comunali. “Riscontro – si legge nel testo di risposta – la Sua in oggetto per significarLe che il richiamo al dettato dell’art.5 comma 5 del Titolo I° Capo I° dello Statuto Comunale sia assolutamente in conferente nel caso di specie posto che questa presidenza, in linea con quanto già illustrato in altre occasioni ai Consiglieri Comunali presenti, i quali tutti hanno condiviso pienamente, ritiene di contenere le spese dell’Ente, per quanto di propria competenza, nella maniera più determinata possibile a differenza di quanto fatto precedentemente”.

E ancora: “Difatti la scelta della data del prossimo Consiglio Comunale, nel cui Ordine del Giorno è stato appurato non esservi alcun argomento da trattarsi con particolare urgenza, e tra l’altro ritardata di soli quattro giorni rispetto a quanto normato nello Statuto, in mancanza di eventuali fatti sopravvenuti, consentirà un probabile risparmio di risorse finanziarie (circa 2000mila euro) che andranno ad alimentare altri e più urgenti impegni amministrativi”.

“L’occasione è utile – chiosa – a ribadire che in ossequio al dettato normativo, laddove nell’esercizio delle funzioni attribuite al Presidente del Consiglio dalla legge, dallo Statuto e dal Regolamento si auspica che questi assicuri il buon andamento dei lavori e la sostanziale terzietà rispetto ad argomenti o temi direttamente riconducibile alla dialettica più squisitamente politica, questa presidenza intende astenersi su tutto ciò richieda di esprimersi con il voto in Conferenza dei Capigruppo senza però sottrarsi a farlo quando questo sia decisivo ai fini del raggiungimento della maggioranza dei presenti e sempreché questi ultimi lo richiedano”.

Poi, la bordata finale: “Dicendomi ampiamente disponibile ad ulteriormente argomentare in merito se lo riterrà opportuno, e richiamandoLa ad assumere comportamenti toni e azioni più consone al ruolo da Lei ricoperto che non Le consente ricostruzioni inutilmente polemiche, figlie di sentito dire e/o conoscenza parziale imprecisa di quanto accaduto, e comunque altrimenti lesive del decoro e dignità dei rappresentanti istituzionali,La invito ad una più attenta lettura degli articoli da Lei richiamati semmai confortandola anche con altri testi che non siano solo quelli asciutti ed immediati dello statuto e regolamento in uso al nostro Consiglio Comunale”.