La pericolosità dell’incontro con il Como di Fabregas era nota a tutti. I lariani sono una squadra giovane, talentuosa, in continua crescita, decisa ad occupare nei prossimi anni posizioni di vertice in Italia e in Europa. Un ostico avversario, per un Napoli ancora alla ricerca di una propria dimensione e di un assetto pìù o meo definitivo.
I timori della vigilia sono stati ampiamente confermati: i comaschi, nel primo tempo, hanno dominato in lungo e in largo, anche grazie ad autentici regali concessi dai partenopei (due reti, “cadeau”, prestazioni inguardabili in particolare di Politano, Mac Tominay ed Anguissa).
Nella ripresa, maggiore presenza del Napoli, ma le occasioni per pareggiare almeno il conto con i lariani sono state veramente poche. La rete, bellissima, messa a segno da Hojlund non ha avuto un seguito. Un’ultima notazione: a Genova, Allegri è stato osannato per aver “azzeccato” tutti i cambi. Ieri, non è stato così. Resta, ad esempio, un mistero il ritardo nelle sostituzioni, così come non si capisce l’impiego di Neres, assente da oltre otto mesi dal terreno di gioco, con Vergara mestamente in panchina….
Ernesto Pucciarelli
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