Dopo la partita di esordio a Verona ed il match contro il Monza, avversarie di poca consistenza, ho atteso, prima di riprendere le mie cronache, altre gare degli azzurri nella speranza di riuscire a farmi un’idea più o meno attendibile circa le potenzialità di questa nuova squadra. Ci sono stati i due pareggi con la Fiorentina (da non disprezzare) e contro il Lecce al “Maradona”, quest’ultimo risultato molto meno “digeribile” rispetto al precedente con i viola.

E’ evidente che la “quasi rivoluzione” operata da ADL in sede si calcio-mercato non poteva essere indolore… Se a questo elemento aggiungiamo che contro i salentini mister Spalletti ha attuato un turnover, a mio giudizio, esagerato, ecco che il mezzo passo falso di ieri sera trova la sua giustificazione.



Le dolenti note hanno riguardato anzitutto il centrocampo, che senza Lobotka perde in qualità e lucidità. Ndombele m’è sembrato un doppione (più lento) di Anguissa e con scarse capacità di servire le punte con precisione. Il povero Osimhen s’è sfiancato nei continui tentativi di raggiungere palloni che risultavano impossibili da giocare. Inguardabile anche Kvara che, dopo l’esordio più che promettente nelle prime due partite, è parso gradatamente “spegnersi” in dribbling e “finte” assolutamente inutili. E Oliveira? Sono arrivato addirittura a rimpiangere Mario Rui!

Il Lecce ha fatto la sua partita, difensiva ma con interessanti uscite in avanti, che hanno procurato un rigore (parato, è questa è una notizia bomba!) da Meret ed una rete messa a segno da Colombo, giovane attaccante di scuola Milan che ricorderà fino a quando camperà l’eurogol con il quale ha realizzato il pareggio della sua compagine.

In linea, generale, le prima quattro giornate di campionato non hanno evidenziato squadre in grado di emergere nettamente sulle altre. E’ troppo presto, e non potrebbe essere diversamente. Per il momento, al comando, solitaria, c’è la Roma che, dopo la “cura Mourinho” nella scorsa stagione, sembra essere in grado quest’anno di poter lottare per le prime posizioni, con Milan, Lazio, Inter, la solita Juve, e non trovo difficoltà ad aggiungere all’elenco anche il “nostro Napoli”.
Ernesto Pucciarelli