Sicuramente noi tifosi napoletani, dopo l’addio di Antonio Conte, eravamo rimasti un tantino perplessi: chi avrebbe potuto sostituire il mister che aveva vinto il quarto scudetto della nostra storia e, l’anno dopo, s’era classificato secondo e messo nella bacheca societaria una supercoppa, nonostate una stagione tribolata per una serie infinita di infortuni? La sceila di ADL è ricaduta su Massimiliano Allegri, dal nome e dal curriculum beneauguranti, anche se non gradito a buona parte della tifoseria per i suoi lunghi trascorsi bianconeri. D’altra parte anche Conte era stato per molte stagioni legato alla “Vecchia Signora”, pure da calciatore…

Fatto buon viso a cattico gioco, ci siamo messi, tutti, ad attendere risultati almeno accettabili realizzati dall’allenatore toscano (dal carattere più ‘morbido’ rispetto all’Antonio pugliese) al quale è stata consegnata una squadra non disegnata da lui, e per di più molto avanti negli anni. Però, nonostante le tante giustficazioni che potrebbe addurre il buon Max, esiste un dato inconfutabile: siamo ormai a novembre, ma di positivo per il suo Napoli c’è ben poco da segnalare, anzi…



Anche ieri sera, contro una Juventus che veniva anch’essa da tante gare negative e dopo un lieve segnale di ripresa in quel di Monza, gli azzurri hanno rimediato una dura “scoppola”. La realtà, per quanto amara, è questa: siamo lontani dalla zona Champions e distanti anni luce dalla vetta del campionato! De Laurentiis, per il momento tace: ma fino a quando? E’ vero che Allegri l’ha voluto lui, ma il patron deve porre un limite a questo strazio, prima che sia troppo tardi! Il Napoli non è una squadra, né sul piano del gioco e neppure sotto il profilo caratteriale. Insomma, Preside’ il momento è molto delicato: c’è poco da essere ‘allegri’

Ernesto Pucciarelli