Prima di addentrarmi nell’ analisi della partita giocata ieri sera a San Siro tra Inter e Napoli, mi sembra doverosa una considerazione che riguarda l’arbitraggio. E’ noto che i direttori di gara, all’inizio del campionato, ricevono dai loro vertici delle indicazioni circa i criteri di conduzione delle partite. Quest’anno, s’è deciso di interrompere il gioco quanto meno possibile, permettendo un ‘gioco maschio’, ai limiti del regolamento. Mi va bene, specialmente se le nuove disposizioni vengono applicate in maniera equanime, Però, se un calciatore, peraltro già ammonito, colpisce un avversario con una gomitata allo stomaco a palla lontana, o salta letteralmente nella curva dopo aver messo a segno una rete, questo va ammonito senza ombra di dubbio. Lautano è stato il protagonista dei suddetti “fattacci”, ma è restato in campo, segnando anche il gol che ha determinato la vittoria dell’Inter. Va anche detto, per amor del vero, che anche un netto rigore, responsabile Lobotka, non è stato sancito dal signor arbitro dell’incontro, che è stato sicuramente falsato dai suoi ‘non provvedimenti’.
Peccato, perché la partita è stata bella, combattuta, con tante occasioni da rete da una parte e dall’altra. Sembrava che il Napoli l’avesse fatta sua, portandosi, intorno al cinquantesimo, sul due a zero, ma poi c’è stata la rimonta dei nerazzurri a tempo quasi scaduto. I meriti degli interisti non si discutono, ma molto ha giocato a loro favore la possibilità di effettuare cambi “azzecati” e funzionali, mentre quelli del Napoli sono stati dei veri e propri “flop”
Certo, distare – dopo appena tre partite – sei punti dalla vetta della classifica, (bisogna fare i conti anche con una Roma straripante, con il Como, il Milan,la Juventus) non è quello che la squadra di Allegri e i suoi tifosi s’aspettavano, ma nulla è perduto: i ‘disfattisti’ (quanti ce ne sono a Napoli!) farebbero meglio a non intonare ancora i loro cori nefasti!
Ernesto Pucciarelli