Torre del Greco – Alla ricerca delle origini.  Questa è la  storia di Adolfo Vallini, nonno e nipote. Tutto ha inizio il 6 maggio del 1914, quando una donna incinta, originaria di Frattaminore, si presenta all’Ospedale degli Incurabili di Napoli.

Da subito si capisce che è un parto difficile, che non si può gestire come era di prassi all’epoca, cioè partorire in casa. Infatti  è un parto gemellare. Nascono due bambini, maschi e di buona salute. E’ l’inizio della vita di Roberto e di Adolfo. Gli viene assegnato un cognome di fantasia, Vallini. Restano tra le braccia della mamma solo due ore.

Vengono affidati all’Istituto dell’Annunziata  di Napoli in quanto figli di una relazione non convenzionale e all’epoca difficile. “Perché racconto questa storia? – a parlare è il nipote di uno di quei due gemelli, anche lui si chiama come il nonno Adolfo Vallini – Adolfo era mio nonno che non ha mai conosciuto la sua madre biologica e sino alla sua morte ha portato nel cuore il desiderio di conoscere le sue origini, ma all’epoca gli era negato qualsiasi accesso alle informazioni utili per conoscere i suoi genitori. Oggi a distanza di oltre 100 anni ho avuto la possibilità di fare una ricerca presso gli archivi dell’istituto dell’Annunziata di Napoli ( a proposito – si interrompe – vorrei ringraziare l’ufficio archivio dell’Annunziata di Napoli, che con il loro lavoro e dedizione permettono di non perdere la memoria storica di tante persone) riscoprendo quello che, per Adolfo e tanti altri figli dell’Annunziata, per anni gli e’ stato negato: le proprie origini.

Quando a volte parlavo con lui da bambino – continua Vallini junior – accennando a questo argomento si leggeva nei suoi occhi una tristezza che veniva dall’anima, un dolore mai sopito e che lo ha tormentato per tutta la vita”. “Dagli archivi – spiega – sono emerse informazioni che mai avrei immaginato”. La donna si chiamava Capuano Giuseppa, all’epoca del parto aveva 24 anni e di professione faceva la”pettinatrice”, odierna acconciatrice, e veniva da Frattaminore (provincia a nord di Napoli). Dai documenti si evince che Giuseppa era al suo primo parto e alla domanda sulle generalità del padre, lei dichiarava solo che “era in buona salute”. Dalle ricerche, Adolfo ritrova un documento datato 12 maggio 1914 dove viene certificato che i gemelli risultano negativi alla sifilide, malattia che all’epoca veniva riscontrata con frequenza, e per questo possono essere inviati all’allattamento dalle balie assegnate.

Roberto ed Adolfo erano gemelli omozigoti, praticamente identici, e per questo affidati per le regole dell’istituto a due balie diverse per l’allattamento, in località diverse. Adolfo viene inviato il 9 Luglio 1914 a Torrice, in provincia di Frosinone, e viene affidato alla balia che di nome faceva Rosa Ferrante, sposata con Angelo Di Vita, dove resterà per circa quattro anni. Il 3 dicembre 1918 Adolfo, finito lo svezzamento, ritorna all’istituto. Diversamente Roberto viene inviato il 4 giugno 1914 a Monte San Giovanni Campano, in provincia di Frosinone, e viene affidato alla balia che di nome faceva Teresa Santarossi, sposata con Angelo Cellupiro, dove resterà sino alla sua morte, avvenuta il 24 settembre 1918. Di questo fratello gemello Adolfo sapeva dell’esistenza, ma non ha mai saputo che era deceduto da bambino. Anche questo per lui era motivo di grande tristezza, pensando che da qualche parte c’era un fratello uguale a lui e non poterlo incontrare. Il fatto di avere un fratello gemello gli era stata riferito dai genitori che poi lo ebbero in affidamento. Il 26 giugno 1918 presso il Comune di Torre del Greco (provincia di Napoli) troviamo una richiesta di affidamento da parte di una coppia di coniugi tale Pellino Nicola e  D’Aniello Concetta. Il 12 luglio 1918 viene scritto di pugno un documento di affidabilità morale ed economica dei genitori che richiedono l’affidamento dove dichiarano che “Pellino Nicola di professione fuochista in marina mercantile percepisce uno stipendio pari a 300 lire al mese ed è di buoni principi morali” pertanto si rende fattibile l’affido. Adolfo cresce in una famiglia che lo alleva con amore e con valori di onestà che lo contraddistingueranno in tutto il corso della sua vita. Il 24 febbraio 1938 convola a nozze con Magliacane Caterina nella Basilica di Santa Croce concependo ben 7 figli tutti maschi, nell’ordine: Nicola, Salvatore, Nunzio, Crescenzo, Antonio, Mario, Gennaro. Adolfo senior, racconta il nipote, diceva che: “A causa della solitudine e tristezza passata  da bambino gli piaceva una famiglia numerosa”. Adolfo di mestiere faceva il barbiere, suo figlio Nicola pure, la figlia di Nicola anche parrucchiera, forse non sara’ un caso che la sua mamma naturale faceva la pettinatrice. Chissà, forse nel Dna dei Vallini si nasconde questo nobile mestiere. “Certamente questo viaggio alla ricerca delle origini mi ha emozionato non poco – racconta oggi Adolfo -. Il pensiero mi passava nella mente da tanto tempo, avrei voluto farne omaggio a mio nonno in vita, ma allora non era possibile. Ora, sono certo che lui da lassù sarà felice di sapere chi era la sua mamma”.




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