Torre del Greco – “L’allargamento dello scandalo Deiulemar a banca Carife dimostra da una parte quanto sia esteso il cancro finanziario causato dagli amministratori dell’ex colosso della navigazione di Torre del Greco, ma al tempo stesso è l’ennesima prova del legame incestuoso tra manager degli istituti e certi ‘prenditori’, un legame che ha minato il settore del credito e la sana concorrenza tra imprese”.

Lo dicono i deputati M5S con Luigi Gallo, nel giorno in cui si apprende dei 26 amministratori indagati, in relazione al crac Deiulemar, tra i dirigenti di una delle quattro banche oggetto della risoluzione del novembre 2015.

“Stiamo parlando di prestiti per 56 milioni di euro agli armatori di Torre del Greco mai restituiti – rincara il portavoce Cinquestelle – Una cifra enorme, che rappresenta oltre un decimo degli Npl complessivi che hanno mandato gambe all’aria Carife. Dal canto loro, i governi e le vigilanze hanno fallito su tutti i fronti: non hanno difeso i truffati della Deiulemar e hanno mandato sul lastrico decine di migliaia di risparmiatori delle quattro banche risolte due anni fa”, conclude Gallo.




Sostenere La Torre
(o fare una semplice donazione)
è diventato più facile:
Scegli il tuo Abbonamento

Dai voce a ciò che gli altri non dicono