Borriello e la classe politica locale preoccupata dalla chiusura delle indagini su Abusivopoli e sull’avanzanta di due nuove inchieste

Quella di ieri è stata l’ennesima giornata difficile per Ciro Borriello.
L’annuncio della chiusura ufficiale delle indagini sullo scandalo che ha coinvolto la sezione Antiabusivismo della polizia municipale da parte della procura di Torre Annunziata, arrivata insieme alla notizia che un’altra inchiesta, quella che vedrebbe una truffa sull’assegnazione dei loculi al cimitero (avviata da tempo), è vicina ad una svolta ha provocato un fremito nervoso sul volto solitamente roseo del sindaco. Se a questo sommiamo anche il fatto che, sempre ieri, c’è stata la visita degli uomini comandati dal capitano dei carabinieri, Buonomo, a suo fratello Giuseppe per contestargli presunti abusi edilizi fatti alla tavernetta, che in periodo di elezioni è stata oggetto di numerose cene elettorali, è chiaro che il sindaco ha avuto una giornataccia.

Ma veniamo ai fatti. Il primo. La procura di Torre Annunziata ha concluso l’inchiesta che ha coinvolto la sezione Antiabusivismo della polizia municipale, coinvolta in un presunto giro di mazzette per “chiudere gli occhi” su abusi edilizi. La stessa inchiesta che il 30 ottobre scorso, ricordiamo, ha portato dietro le sbarre vigili urbani e dipendenti comunali e agli arresti domiciliari, tra gli altri, i consiglieri comunali Maida (poi dimessosi) e Donadio, indagati per vicende legate ai gettoni di presenza per le commissioni consiliari. Senza dimenticare il divieto di dimora (poi revocato) imposto al primo cittadino per abuso d’ufficio e soppressione di atto pubblico, relativo alle vicende che hanno visto come protagonisti, in parti diverse, i titolari dei negozi Dar Impianti e Bruno. Ora mancano meno di venti giorni agli indagati per provare a convincere il pm Emilio Prisco ad archiviare le proprie posizioni. In caso contrario, ci sarà per loro il rinvio a giudizio.

La seconda notizia che ha fatto traballare la poltrona sulla quale era seduto Ciro Borriello è l’arrivo ad un punto caldo dell’inchiesta che vede le nicchie cimiteriali assegnate a persone che non ne avevano diritto. A sollevare il caso la denuncia di una suora fatta ai carabinieri che si è vista negare l’assegnazione, che evidentemente le spettava, di un nuovo loculo costruito al camposanto torrese. Da questo caso sarebbero usciti fuori almeno un’altra decina di casi sospetti. Anche se nell’ambiente si mormora, nessun politico locale è stato fino a questo momento raggiunto da avvisi di garanzia. Avviso che è stato notificato, invece, ad un dipendente comunale. Gli altri nel frattempo aspettano…

Per finire in bellezza, dopo una denuncia anonima, ci sono stati controlli dei carabinieri alla tavernetta del fratello del sindaco. Questi controlli hanno portato a un verbale, dove si contestano abusi edilizi alla tavernetta che molte volte è stata teatro di cene per sponsorizzare la campagna elettorale di Ciro Borriello. Dopo questi primi controlli è probabile che ci sia un allargamento degli accertamenti anche alle proprietà del primo cittadino.

Di fronte a questa piccola valanga giudiziaria, Borriello ha chiesto ai collaboratori di verificare se è vero che dopo queste tre inchieste ne uscirà una quarta. La preoccupazione sale a Palazzo Baronale.

Alfonso Ancona




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