L’opinione

Smaltire quella sbornia di felicità mista ad incredulità per una vittoria conquistata al novantaseiesimo minuto non è facile. Nella mente ancora le immagini dei calciatori arrampicati- nella foto- sulla rete per esultare ed abbracciare quei sessanta che hanno seguito anche così lontano la propria squadra. Dinanzi agli occhi c’è ancora la rimonta che definire da batticuore sarebbe davvero riduttiva.. E’ il momento, però, di analizzare con lucidità la prima partita del campionato che ha mostrato sì cose buone ma anche negative. Iniziamo da queste ultime: l’approccio alla partita. Pessimo. La Turris sembrava impaurita al cospetto di un Mazara sì aggressivo e con due ottimi attaccanti, ma non certo una corazzata irresistibile tale da sottomettere una squadra che è parsa esattamente l’opposto di quella ammirata con il Nola. Corallini per niente lucidi e con il pallone che sembrava scottare tra i piedi: non si giocava mai nè palla a terra nè sulle fasce- punti di forza nella gara con il Nola- ma ci si affidava al lancio lungo per la testa di Russo o lo spunto in velocità di Iovene o, ancora peggio, ad improbabili ed irritanti tiri dalla distanza. Squadra compassata ed un gioco prevedibile. Una difesa che sbandava clamorosamente sotto i movimenti di Ocholie e Di Piedi. Un centrocampo che né con Rinaldi né con Amarante veniva incontro alla difesa in fase di costruzione; un attacco basato soltanto sullo spunto di Russo e sui movimenti mai assecondati di un instancabile Majella. Ma se centrocampo ed attacco avevano ben impressionato nella gara di Coppa Italia, per la difesa era già scattato un campanello d’allarme: a Mazara si è avuta la conferma che questa retroguardia è composta da difensori talmente preoccupati dell’avversario al punto da dimenticare l’equilibrio del reparto. Manca, insomma, un leader difensivo che sappia “gestire” le marcature e coordinare i movimenti di tutto il pacchetto arretrato. La Turris ha senza dubbio il proprio punto debole nella difesa: si dovrà correre ai ripari perché il campionato scorso insegna che un grande attacco non basta se poi ti ritrovi una difesa colabrodo. Non poche le note positive, ovvero il secondo tempo. Al rientro in campo, la squadra è scesa con un altro piglio, tutto il contrario del primo: palla a terra, azioni in velocità, ricerca costante delle fasce- i tre gol sono nati tutti da li- e soprattutto quella voglia di vincere riassunta tutta nel gesto di Russo che, dopo il pareggio di Polverino, va a prendere la palla dalla rete e chiama i suoi a centrocampo per ripartire. Strepitosi Manzi, Majella e Polverino, finalmente all’altezza della situazione Amarante e Rinaldi, impeccabile nelle chiusure Adaldo, freddo Russo nel realizzare il gol vittoria. Bravi tutti, insomma. Bravi, quindi, a metà. Questa squadra può e deve migliorare. Siamo all’inizio, si dirà, ma meglio correggere subito quello che stona in modo evidente altrimenti una preparazione atletica la dovranno fare anche i tifosi e le loro coronarie…
Andrea Liguoro




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