Alla vittoria con il S.Antonio Abate si dovrà dare continuità nelle sfide con Bitonto e Grottaglie

Torre del Greco (a) – Si potrebbe iniziare da queste parole: “Se questa squadra non ci mette l’anima, perde con tutti”. Non è il parere di un’opinionista né di un osservatore, ma del bomber corallino Giulio Russo- nella foto- uno che il calcio lo conosce bene avendolo praticato ai livelli che contano e che adesso con i suoi gol sta cercando di portare la Turris alla salvezza. Forse quelle parole, esclamate nel dopo gara con l’Angri, furono un pò sottovalutate, ma poi i fatti le hanno rese partita dopo partita di un’attualità sempre più disarmante. Per conquistare la salvezza, infatti, ci vuole la Turris “cuore e sudore” vista con il Matera o nel secondo tempo contro la corazzata Pianura o ancora nella vittoriosa trasferta di S. Antonio Abate. La Turris che crede di avere già la salvezza in tasca solo perché sulla carta ha un organico qualitativamente superiore a tutte le squadre che sono in zona Play- Out, non è quella che avrà vita facile. Scendere in campo con la presunzione di essere “superiori” ed avere la partita in tasca o la tranquillità di essere già salvi ha già giocato brutti scherzi ad una squadra che sbanda ancora clamorosamente in difesa e che ormai vive sulle invenzioni di Russo e sulla potenza devastante di un Longobardi che per questa categoria appare sempre più un lusso. Così i corallini si trovano sì fuori dalla zona Play- Out, ma con appena un punto di vantaggio e con le dirette concorrenti che hanno una partita in meno. Il calendario, però, offre a De Carlo e compagni la possibilità di svoltare definitivamente e dimostrare non più solo sulla carta che la salvezza è alla portata di questa squadra. Bitonto prima e Grottaglie poi saranno infatti i prossimi avversari dei corallini. Due tappe fondamentali in cui sarà vietato sbagliare perché “se questa squadra finisce ai Play- Out, è già retrocessa”. Parola di Giulio Russo.

Andrea Liguoro



Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 3 febbraio 2010