La promozione della Turris avverrà solo se non partirà il format a settantasei squadre

(a) Torre del Greco – Ripescaggio sì. Ripescaggio no. Anzi, forse. A tenere sulle spine dirigenti e tifosi della Turris, è la situazione di incertezza che regna in Lega Pro. Il Consiglio Federale di lunedì 18 luglio ha sancito l’esclusione di Atletico Roma e Ravenna che vanno ad aggiungersi alle quattro che non avevano presentato domanda di iscrizione entro il 30 giugno e alle altre nove che invece non hanno presentato ricorso- tra queste la Salernitana, che ripartirà dalla serie D, e la Cavese, alla ricerca di aiuti economici per pagare la fideiussione del campionato Dilettanti, altrimenti sarà Eccellenza- Ripescato il Rimini in qualità di vincente dei Play-Off di serie D- proprio ai danni della Turris- il numero di squadre iscritte in Lega Pro arriva, pertanto, a settantasei, proprio quello che voleva Macalli per far partire la riforma dei campionati di terza serie senza nessun ripescaggio. Questo aveva gettato nello sconforto l’ambiente corallino: con i numeri a favore, tutti erano infatti convinti che la riforma fosse cosa fatta. Invece no. Macalli dichiara in un’intervista di avere poche speranze nell’attuazione della riforma. Il riferimento è evidentemente indirizzato all’AIC- Associazione Italiana Calciatori- che non vede di buon occhio una riforma così drastica ed attuata in così poco tempo: il taglio di squadre, infatti, lascerebbe senza contratto tanti calciatori professionisti che sarebbero poi costretti a ripiegare sulla serie D con i conseguenti svantaggi economici e professionali. Se il sindacato dei calciatori vincesse il braccio di ferro con Macalli, la Turris tornerebbe a sperare concretamente nel ripescaggio: il format adottato, infatti, non sarebbe più di settantasei squadre, ma maggiore. Si dovrebbe ricorrere, allora, ai ripescaggi dalla serie D e la Turris sarebbe la prima. Altro elemento che potrebbe far rivedere il format a settantasei e, dunque, giocare a favore dell’AIC, sono i ricorsi presentati dal Ravenna, dall’ Atl. Roma e dal Catanzaro. Le prime due sono certe di vincere il ricorso, i calabresi daranno battaglia in tutte le sedi competenti per essere riammessi in Lega Pro. Il numero di squadre iscritte, quindi, potrebbe salire da settantasette fino a settantanove- al momento di
chiudere il giornale non è ancora noto l’esito dei ricorsi- A questo punto, si potrebbe adottare un format ad ottanta squadre, con due gironi da venti sia in Prima che in Seconda Divisione. Una soluzione, quest’ultima, che potrebbe andare bene sia a Macalli- che vedrebbe comunque ridotto il numero di squadre- sia all’AIC- che con quattro squadre in più “salverebbe” un bel numero di calciatori. Queste, però, restano solo ipotesi e congetture che troveranno conferma o smentita domenica 31 luglio quando il Consiglio Federale metterà ai voti l’attuazione della riforma. Nell’ambiente corallino si spera nell’ennesimo colpo di scena…
Andrea Liguoro
Articolo già pubblicato sull’edizione cartacea in edicola il 27 luglio 2011




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