TORRE ANTICA

Alla spiaggia della scala siamo arrivati alle 17 e qualcosa depositati dalla vecchia auto sull’asfalto grigio. Il caldo e il primo sole cocente ci portano subito sulla sabbia. Il contatto con l’acqua di mare è stato raggelante, il resto buona compagnia che godeva di sole. Il Napoli era sotto di un gol, è arrivato il momento di fare qualcosa. Bisogna muoversi in questo pomeriggio senza tempo, il sole sta facendo la sua parte regalandoci raggi gratuiti e il posto riesce persino ad essere simpatico con tanti chiassosi residenti padroni del luogo. Io povero ospite e osservatore sto provando a far vincere il Napoli. Da lontano. Passeggio sulla rena nera vulcanica attratto da una mutanda bianca su un corpo di un uomo che non ce la fa a resistere e si è spogliato su uno scoglio. Dai ragazzi sonnacchiosi so che il Napoli ha pareggiato. Un treno stilizzato passa lentamente e lascia il Vesuvio dietro mentre Nina sta dando una delle sue curette ad una settantenne tutta vestita di nero che si è scocciata di passeggiare sulla sabbia. Rapito dalle loro parole a distanza seguo il movimento del sole, dei treni che rallentano e di un uccello mai visto prima che con un becco grande e modi goffi si posa sulla scogliera; sotto di me un acqua fredda che si riversa sulla sabbia dura. Ricomincio il movimento e faccio per 8 volte cento passi lasciando sulla sabbia impronte tutte diverse, alla fine, ancora fresco, da un gesticolare in lontananza capisco che il Napoli vince. Contento per un po’ mi specchio in acqua e dopo esco, il sole inizia a scendere e un altro treno si dirige nella sua direzione: fermo avverto per un attimo la libertà dell’eternità. Una voce: "Aldo i cani, i cani" rompe il magico momento di un pomeriggio senza tempo, è Nina spaventata dall’avvicinarsi di 3 cani da combattimento che da lontano la sua padrona ha definito innocui. Scattiamo senza fretta, si torna in macchina con la sabbia attaccata ai piedi e il sole, che su Napoli sta finendo quest’altra corsa, è luce eterna per questa frontiera senza tempo. Piccolo racconto grazie a La Scala, territorio di nessuno, particolare, strano un po’ "fuori" da Torre del Greco bisogna viverla in certi periodi dell’anno.
Ranesi




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